PREMESSA

Per favore non trattiamoli come anziani!
Per gli operatori turistici la terza età è a tutti gli effetti ancora un pianeta da scoprire.
La maggior parte degli albergatori si ostina a considerare gli anziani un riempitivo per la Bassa Stagione, e li affronta con un marketing primitivo, poco attento alla domanda, e con proposte tirate all’osso.
Un atteggiamento non troppo diverso mostrano di avere i Tour Operator specializzati, visto che la maggior parte dei cataloghi si assomigliano tra loro e trattano gli anziani come se fossero un gruppo omogeneo, composto da persone caratterizzate dagli stessi gusti, piene di acciacchi e di bisogno di assistenza medica continua.
Gli enti pubblici, poi, faticano a distinguere tra turismo sociale e turismo della Terza età, e così preferiscono di gran lunga rivolgere la loro promozione ai giovani, agli sportivi, o alle famiglie con bambini.
La maggior parte degli anziani però non si riconosce nel cliché dell’anziano e nelle proposte costruite su misura e preferisce organizzare le vacanze in proprio o con gruppi di amici.
La maggior parte di quelli che chiamiamo anziani non si sente tale.
Se si vuole capirli, costruire dei prodotti adeguati e comunicare correttamente con loro, occorre prendere consapevolezza del fatto che si tratta di persone che appartengono ad una generazione supplementare, che fino a poco tempo fa non esisteva: una generazione tra età adulta e vecchiaia. Una generazione “matura” per la quale non esistono neppure delle definizioni gradevoli (parlare di senior o di pantere grigie, di capelli d’argento o età libera “puzza” un po’ troppo di pubblicità), che però sta cambiando radicalmente il mondo dei consumi, ed anche dei consumi turistici.
Da quando le vacanze degli anziani sono diventate un business gigantesco, siamo sepolti da ricerche sulla terza età nelle quali gli anziani non si riconoscono, eppure basta un poco di esperienza e di buon senso per capire che:
- non vogliono essere ghettizzati, anzi vogliono trovarsi in vacanza anche con altri,
- non vogliono essere trattati come numeri, ma desiderano proposte personalizzate,
- non si fanno incantare dalla pubblicità grossolana (tanto meno da quella esplicita e diretta), e scelgono sulla base di esperienze e del passaparola, come facciamo tutti,
- non vogliono le vacanze in bassa stagione più di quanto non facciano tutti, ma sono disponibili ad andare in vacan za anche in bassa stagione se ci sono delle opportunità interessanti,
- non vogliono essere assillati da controlli medici, da assistenza e premure che fanno di un albergo un ospedale, ma hanno piacere che qualcuno si prenda cura di loro, e amano poter contare su servizi efficienti quando sono lontani da casa,
- in vacanza amano più di ogni altra cosa incontrare gente, instaurare relazioni, fare amicizia e divertirsi in compagnia, e per questo preferiscono le proposte che conten- gono eventi ed iniziative (non solo culturali).

Gli operatori interessati alla terza età dovrebbero fare come FalconTour: cercare di pensare a offerte meno stereotipate di quelle tradizionali, a proposte gastronomiche appetitose e intelligenti, non dovrebbero limitarsi a proporre solo le stagioni di spalla e i periodi vuoti, ma a mettere piuttosto un po’ di anima nelle loro proposte, e ad offrire un buon rapporto prezzo qualità.
Giancarlo Dall’Ara


Giancarlo Dallara     



Torna alla pagina dell' Almanacco