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TERZA ETA', QUALE MARKETING

Marketing e terza Età
Il marketing ha sempre guardato alle fasce di età giovanili come un campo privilegiato: più dinamici, più disposti all’innovazione, più facili da conquistare. Ora però i baby boomer stanno diventando anziani e costituiscono comunque una fetta di mercato particolarmente appetibile ed evoluta. Questi cambiamenti impongono al marketing nuove prospettive, gli anni della maturità diverranno il paloscenico del rapporto tra marketing e consumatore(51).


I DIECI MUST DELLA COMUNICAZIONE SECONDO ASTRA DEMOSKOPEA

- non trattarli come target esplicito
- non presentare post adulti giovanilisti
- non presentare in decelerazione
- proporre futuro, prospettive, sogni sognabili
- comunicare vitalità
- evitare aggressività, volgarità, fretta
- introdurre tenerezza non mielosa
- usare seduttività e sensualità, ma non sessualità
- privilegiare la complicità
- sfruttare l’ironia e l’auto ironia benevola

Grey Seeds n. 1 2002

L’esperta
Secondo Anna Maria Testa l’attenzione dedicata ai temi riguardanti gli anziani è decisamente aumentata. I toni però sono spesso estremizzati, e vanno da interpretazioni allarmistiche, riguardanti ad esempio i problemi del settore pensionistico, ad approcci semigiovanilistici usati in alcuni casi nella comunicazione relativa a prodotti del tempo libero, mentre nei messaggi dedicati a servizi sanitari e politiche sociali prevale un atteggiamento paternalistico ed edulcorato. “Non si può valorizzare la vecchiaia come risorsa, non la si può scoprire in tutta la sua ricchezza di condizione umana se non si trova, prima, il coraggio collettivo, sociale, di rompere uno dei pochi tabù rimasti: di chiamarla con il suo nome, accettandola finalmente”(52).

Immagine degli anziani
Anziani maltrattati, a rischio per il caldo, vittime o protagonisti di cronaca nera, il tutto in un’informazione televisiva incapace di fornire un concreto servizio di pubblica utilità e, a quanto pare, ignara della realtà attuale. Questo il quadro che emerge dall’analisi dell’immagine della terza età nei notiziari televisivi nazionali promosso dallo Spi Cgil e Geca Italia. L’analisi dello spazio concesso alla terza età nelle scalette delle edizioni meridiane e serali dei Tg nazionali, trasmessi in giugno 2001 e giugno 2002, ha evidenziato uno scarto sostanziale tra la vasta rilevanza conferita dalla collettività all’attuale trend demografico e la poca visibilità ottenuta nei Tg. Fra gli argomenti trattati spicca l’associazione anziani-caldo. Appare invece eclatante il fatto che la questione demografica e l’invecchiamento della società italiana siano del tutto assenti nella maggior parte dei telegiornal(53).

Immagine degli anziani (due)
Giovani e adulti ipotizzano che la quota di anziani giudicati deboli (per salute, reddito o solitudine) sia pari a circa l’80%, mentre la quota di anziani giudicati vitali sia pari a circa il 20%, mentre stando all’indagine realizzata da Ermeneia per conto della Confcommercio, i valori sarebbero esattamente rovesciati. Il 68% degli Italiani inoltre crede che gli anziani siano soli, mentre in realtà i tre quarti degli anziani non vive da solo, ma con un coniuge, o con familiari. Solo il 4% degli Italiani pensa che gli anziani siano in salute, mentre lo pensano il 76% dei diretti interessati. Il 64% degli Italiani crede che il reddito mensile degli anziani si aggiri attorno ai 900 euro, mentre il 55% degli anziani lo stima in 2.300(54).

Gli anziani di Gold Age
Anziani attivi, in buone condizioni di salute e di reddito, con tanta voglia di fare, di partecipare, studiare, viaggiare, svolgere attività di volontariato. E’ questa in sintesi la fotografia della terza età italiana emersa dal V Rapporto “Essere Anziano Oggi 2002” presentato il 28 settembre a Riva del Garda nell’ambito di Gold Age, il Forum internazionale della terza età organizzato da 50&Più Fenacom. I dati della ricerca mettono però in evidenza come esistano ancora tanti luoghi comuni sulla realtà anziana, percepita ancora dai più come “problema”. La ricerca presentata da Nadio Delai di Ermeneia, mostra come all’interno delle famiglie la componente nonni (60-79 anni) tra il 1951 e il 2001 è cresciuta del 109%, e la componente bisnonni (80 anni e più) di oltre il 280%. Gli anziani inoltre danno più di quanto ricevono dalle altre generazioni: sia in termini di denaro per spese quotidiane di consumo, sia in termini di aiuti in denaro per l’acquisto di case o auto, sia infine per aiuti di tipo personale (fare spese, tenere i nipotini, sbrigare pratiche). Il trasferimento di denaro dalle generazioni anziane a quelle più giovani è pari a circa 82 miliardi di euro l’anno.

I cinque valori chiave per la comunicazione
Secondo Richard Leventhal, autore di un articolo apparso sulla rivista americana di marketing, sarebbero cinque i valori chiave sui quali si dovrebbe puntare nelle comunicazioni rivolte alla terza età:
- autonomia, sentirsi indipendenti e attivi,
- altruismo,
- crescita personale,
- vivificazione,
- socialità/desiderio di interagire con altre persone.

Il parere del presidente dell’American Hospitality Managemet Company
Le strategie di marketing verso la terza età devono essere impostate in base ad alcuni elementi fondamentali:
- nel giro di pochi anni, il target della terza età sarà diverso da quello di oggi. Come oggi gli anziani gradiscono la musica degli anni ’40, che ricorda il periodo vissuto da ragazzi, tra poco gli artisti preferiti dagli ultrasessantenni saranno i Beatles e i Rolling Stones. Se alcune caratteristiche della terza età rimarranno invariate (sarà ad esempio sempre necessario usare caratteri grandi nella comunicazione scritta per il fisiologico calo della vista), ci saranno altre variazioni di grossa portata. Oltre ad essere sempre più numerosi gli anziani del futuro presenteranno rispetto alle precedenti generazioni altri stili di vita, caratterizzati da una propensione alla spesa molto più alta che in passato. Se gli anziani di oggi sono passati attraverso periodi di difficoltà economica che hanno insegnato loro una certa sobrietà, gli anziani di domani fanno parte di una generazione per la quale i consumi si sono sempre attestati, sin da bambini, ad un livello molto elevato, e la domanda potenziale di beni e servizi espressa dalla terza età avrà un incremento eccezionale, per gli effetti concomitanti dell’aumento sia della numerosità degli ultrasessantenni, che della loro disponibilità a spendere;
- gli anziani si sentono giovani ed è perciò importante inserire nelle offerte a loro dirette alcuni elementi di comunicazione e di prodotto, che abbiano un appeal trasversale nei confronti di tutte la fasce di età(55).


51 Socialtrends Eurisko, n. 92, aprile 2001
52 La Repubblica Salute, 25 ottobre 2001.
53 Auser Notizie, 30 settembre 2002, Liberetà 11 novembre 2002
54 Avvenire, 28 settembre 2002
55 Kirby D. Payne, Marketing to Seniors and Other Observations



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