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IL FUTURO

Previsioni
Entro il 2050 il numero delle persone anziane su tutto il pianeta sarà di 2 miliardi, e per la prima volta nella storia supererà quello dei giovani. Per quanto riguarda il nostro Paese, già adesso la popolazione anziana è del 24,5% e, secondo le previsioni, entro la metà del secolo arriverà a toccare il 37% del totale della popolazione. Dai dati forniti dall’ONU, però, a livello internazionale si sta facendo poco per far capire che le persone mature e quelle anziane sono centrali per lo sviluppo futuro dell’economia mondiale.
La popolazione anziana a livello mondiale oggi cresce del 2% l’anno, e attorno al 2025/2030 crescerà del 2,8% l’anno. Entro il 2050 un quinto degli anziani avrà 80 anni o più.
La stessa ONU però ammette che nei paesi in via di sviluppo, dove vive la maggioranza degli anziani, non è stato fatto ancora nessuno studio né alcuna raccolta scientifica di dati statistici sulla reale condizione degli anziani anche in termini di condizioni reali di vita, di sicurezza, di abusi, soprusi e violenze(48).

Una fase di transizione
Durante gli ultimi anni, la popolazione mondiale ha continuato la sua evoluzione demografica ponendosi in una fase di transizione da una situazione caratterizzata da alti tassi sia di natalità che di mortalità, ad una con tassi molto più bassi, sia per la natalità che per la mortalità. Il risultato sintetico di questi cambiamenti è un incremento relativo delle persone in età avanzata che coinvolge tutte le aree geografiche e non ha prevedenti storici.
Secondo le previsioni, tale trend di crescita della terza età continuerà a manifestarsi anche nei prossimi secoli, con una serie di conseguenze importanti:
§ Attualmente la proporzione di ultrasessantenni sul totale della popolazione è di uno a dieci; nel 2050 sarà di uno a cinque e nel 2150 di uno a tre,
§ Gli anziani stanno invecchiando, nel senso che all’interno della fascia degli ultrasessantenni le persone in età più avanzata aumentano percentualmente sempre più: gli ultraottantenni, che al momento rappresentano l’11% degli anziani, saliranno al 19% nel 2050, e si prevede che il numero degli ultracentenari crescerà vertiginosamente entro i prossimi 50 anni,
§ Le differenze tra le varie parti del mondo sono forti: in Europa c’è un sessantenne su cinque ed in Africa uno su venti. In alcuni dei paesi sviluppati, entro il 2050 gli
ultrasessantenni rappresenteranno la metà dell’intera popolazione,
§ Nei paesi in via di sviluppo il processo di invecchiamento è ancora più rapido che nel paesi sviluppati, con inevitabili maggiori difficoltà da parte dei primi per i necessari adeguamenti socioeconomici,
§ Negli ultimi anni l’aspettativa di vita media a livello globale è cresciuta di venti anni, ma le differenze sono notevoli: nei paesi sviluppati i sessantenni possono aspettarsi di vivere altri 18 anni se uomini e altri 22 se donne, mentre nei paesi meno sviluppati i valori scendono a 14 per gli uomini e 16 per le donne,
§ Il tasso di dipendenza della popolazione anziana ovvero il rapporto tra ultrasessantacinquenni e persone in età lavorativa (tra i 15 e i 64 anni), che esprime il peso che grava sugli adulti di età media per il mantenimento dei pensionati, entro i primissimi 50 anni raddoppierà nei paesi sviluppati e triplicherà in quelli in via di sviluppo.

Fonte:
Population Division, Department of Economic and Social Affairs,
United Nations Secretariat


La TV del futuro
La tv farà uscire gli anziani dal rischio solitudine. Diventerà infatti un terminale interattivo capace di navigare in internet, espletare da casa le pratiche previdenziali, fare controlli medici a distanza, e aprire nuovi canali di intrattenimento. Sarà così possibile permettere agli anziani di guadagnare il tempo necessario (ed anche le risorse economiche) per gustarsi un po’ di televisione con i nipoti e svolgere così il necessario ruolo e controllo educativo.
Queste almeno le intenzioni di un progetto presentato dal Ministro Gasparri al IV Congresso di Ageing Society sul tema “Comunicazione e terza età”, mirato anche a contrastare il progressivo processo di emarginazione degli anziani di fronte alle nuove tecnologie(49).

Presente e futuro dell’esercito degli Over 65 in Europa
PAESI 1991 2002 2002  

GERMANIA 12.032,6 13.233,0 16.990,0  
SPAGNA 5.398,6 6.589,0 7.803,0  
FRANCIA 8.200,7 9.444,0 13.099,0  
ITALIA 8.620,0 10.323,0 12.986,0  
REGNO UNITO 9.177,8 9.234,0 11.521,0
 

dati in migliaia, fonte Eurostat/ Il Corriere della Sera, 19 ottobre 2001

Il sociologo
Secondo Nadio Delai nel passato vi era una giovinezza corta, una vita adulta lunga e una vecchiaia corta. Oggi in mezzo a una giovinezza e ad una vecchiaia lunghissime, vi è una vita adulta cortissima. Per il futuro è necessario riformulare un patto tra generazioni su tutto, per redistribuire le responsabilità.

Vecchiaia parola proibita
Il Csis (Center of Strategic and International Studies) di Washington ha elaborato un Rapporto che contiene 33 raccomandazioni ai leader del mondo. Nel Rapporto si legge che visti gli attuali trend demografici (crollo delle nascite, invecchiamento della popolazione…), e considerato che nel prossimo mezzo secolo, solo per citare un dato, gli Europei conquisteranno altri 6,1 anni di vita, se non si vuole rimanere ingolfati in una società che, con il crollo del numero dei lavoratori farà precipitare la ricchezza prodotta, occorre aumentare progressivamente l’età della pensione, consentire ai lavoratori più vecchi di lavorare part time, incoraggiare le misure che consentano l’aggiornamento continuo lungo tutta la vita, ridurre le tasse alle famiglie con figli, e ripensare lo stesso concetto di vecchiaia. Dal punto di vista lavorativo dovranno esplodere le opportunità per continuare a lavorare fino a 70 anni (orari di ufficio ridotti, trattamenti individualizzati, lavoro a distanza, flessibilità…)(50).

Uno sguardo agli Usa
La galassia Usa della terza età può essere considerata composta da due segmenti, Older Seniors e Younger Senior.
Gli Older, ovvero le persone con un’età superiore ai 67 anni, rappresentano circa il 13% della popolazione americana, per un totale di 21,5 milioni di famiglie, delle quali circa la metà è composta da una sola persona. Il netto e generalizzato miglioramento delle condizioni di salute, permette agli Older di continuare a viaggiare, e molti di essi si sentono molto coinvolti nelle esperienze di vacanza. I più anziani amano viaggiare in gruppo con i loro coetanei, alla ricerca di esperienze turistiche nella quali le relazioni con i compagni di viaggio sono molto più importanti delle interrelazioni con la cultura e i residenti delle aree visitate. Anche se gli Older Seniors hanno un reddito inferiore a quello di altre fasce di età, esiste una fascia di anziani particolarmente ricca che costituisce una target interessante anche per viaggi di lusso e crociere. Un trend importante che caratterizza il turismo degli anziani è l’aumento delle vacanze multigenerazionali: sono sempre di più i nonni che vanno in vacanza con i nipoti.
Gli Younger Seniors, che hanno un’età compresa tra i 54 e i 66 anni, rappresentano 13 milioni di famiglie americane, la maggior parte delle quali di tipo “nido vuoto”, ovvero con figli grandi che non abitano più con i genitori. Il grado di istruzione è più elevato che per i più anziani, e il 60% è ancora impegnato in un lavoro full time, ed una quota minore è impegnata in lavori part time, spesso iniziati dopo l’età del pensionamento. Si tratta di una generazione che ha visto la nascita e la diffusione del lavoro femminile, e ciò si traduce in famiglie per lo più con due redditi a disposizione. La combinazione di tempo libero dalle occupazioni per i figli ormai grandi e di una buona disponibilità economica rende questo segmento particolarmente presente nelle domanda turistica. Inoltre questa fascia di età è diventata adulta in un periodo di prosperità economica e non ha sviluppato, come i più anziani, un atteggiamento particolarmente attaccato al risparmio e alla sobrietà, ma è piuttosto disposta tranquillamente a spendere per migliorare la qualità della vita, e per una migliore qualità dei servizi turistici. Gli Younger Seniors attualmente sono in posizioni di leadership nel mondo lavorativo, e dal punto di vista familiare presentano situazioni molto diversificate: la percentuale di divorzi è maggiore che in altre fasce di età, e sono pertanto numerose sia le donne divorziate che rimangono single, sia le famiglie “ridefinite” formate da un divorziato, una moglie più giovane, e figli di varia età e genitori diversi. Se per gli Older Seniors concedersi una vacanza rappresenta una sorta di premio in più, per gli Younger senior il turismo è parte integrante delle attività ordinarie, ed è specificatamente finalizzato non tanto all’evasione e al divertimento, quanto all’interesse per conoscere nuovi luoghi e nuove culture. L’88% degli Younger Seniors afferma di andare in vacanza per conoscere altre culture, e il 72% vuole conoscere la gente del posto per incontrare nuove prospettive. Gli Younger Seniors sono forti viaggiatori, e storicamente in America rappresentano la prima generazione di turisti indipendente: oltre l’80% degli Younger Seniors organizza in forma autonoma il proprio itinerario di vacanza, e secondo gli studi delle associazioni di categoria è molto bassa la percentuale di coloro che sono interessati a viaggi di gruppo organizzati. Amano viaggiare in piccoli gruppi, tra compagni di viaggi che condividano gli stessi interessi verso le mete e le tipologie di vacanza prescelte. Le destinazioni preferite sono quelle nordamericane ed europee, con la tendenza, nei viaggi di ritorno in Europa a visitare un solo paese approfonditamente piuttosto che effettuare tour tra le varie capitali. Il 90% degli Younger Seniors visita musei e siti storici, e circa l’80% partecipa ad eventi e festival locali nelle destinazioni di vacanza. In questo segmento è anche forte la passione per lo sport, soprattutto per la bicicletta e per il trekking: sono le persone di questa fascia di età i principali responsabili dello sviluppo del turismo avventura “dolce” nei paesi stranieri, con itinerari da percorrere a piedi o in bici tra piccoli centri ed emergenze artistiche. Più della metà degli adulti americani ha preso parte a sport avventurosi, e tra i residenti negli stati occidentali il viaggio avventura è diffusissimo, e secondo gli esperti le camminate dovrebbero far parte integrante delle proposte di viaggio all’estero rivolte ai senior americani.


48 Club 3 aprile 2002
49 Avvenire, 29 0ttobre 2002
50 La vecchiaia non c’è più, Enrico Pedemonte, L’Espresso, 4 luglio 2002



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