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LE BUONE NOTIZIE CHE ALLUNGANO LA VITA
Cosa allunga la vita? (uno)
L’attività fisica influisce positivamente sull’invecchiamento
dell’organismo.
Un secondo fattore è rappresentato da una dieta ipocalorica, ma
anche una routine sana, psicologicamente parlando, è un elemento
determinante per vivere più a lungo. Tra i centenari, è
raro che le persone soffrano di ansia e di depressione(41).
Cosa
allunga la vita? (due)
Invecchiare bene fa bene alla vecchiaia, ci aiuta a vivere più
a lungo, scrive Margherita De Bac sul Corriere della Sera, a proposito
di una ricerca dell’Apa, l’Associazione degli psicologi
americani, realizzata presso l’Università di Yale. Chi
ha una percezione positiva della propria anzianità vive 7 anni
e mezzo di più di chi invece non sa accettare gli anni che ha.
“Avere un atteggiamento psicologico positivo è un salvavita
fondamentale”. Spesso l’atteggiamento psicologico negativo
è inconsapevole, o è frutto della solitudine, ma prendere
atto che la vecchiaia non è un dramma è fondamentale.
Ciò richiede intelligenza, adattamento, un ambiente familiare
protettivo. Secondo lo psicoterapeuta Renzo Rozzini non appena si avverte
quel senso di panico bisogna evitare di piangersi addosso e cercare
invece di parlarne con altri, senza isolarsi. Secondo lo scrittore De
Crescenzo l’importante è avere una battaglia da vincere(42).
Lavorare
allunga la vita
L’impiego a tempo pieno è una delle cause principali della
diminuzione della mortalità nell’Unione Europea e negli
Usa. Lo afferma una ricerca effettuata da tre Università (Berlin
Technology, Yale e John Opkins(43).
Viaggi e Vacanze aiutano
Lo sviluppo di viaggi e vacanze della terza età ha dato un contribuito
significativo per cancellare l’idea del vecchio solo e perdente.
Viaggi e vacanze aiutano a rispristinare alcuni problemi di carattere
psicologico quali la perdita dl ruolo, la solitudine o l’apatia,
e da questo punto di vista il viaggio può essere definito una
vera medicina per la terza età. Per Renato Bottura le vacanze
stimolano la fantasia, la creatività e soprattutto la socializzazione,
e sono quindi una buona premessa per uno stile di vita attivo.
La scoperta
Spesso l’invecchiamento porta con sé una progressiva perdita
della memoria. Ora, però, i ricercatori di un’Università
del Missouri, negli Stati Uniti, hanno scoperto che la degenerazione
dei meccanismi del ricordo portata dalla vecchiaia, può essere,
in parte, fermata. Con l’età molti perdono la capacità
di utilizzare queste funzioni cognitive, ma, con appositi esercizi di
supporto (come esercizi ad hoc di memorizzazione di parole e immagini),
sarebbe possibile riutilizzare con relativa facilità queste funzioni(44).
Amico
colesterolo
C’è anche il colesterolo amico degli anziani che li fa
vivere più a lungo. Lo sostiene il professor Domenico Maugeri,
gerontologo dell’Università di Catania. Il colesterolo
infatti influenza moltissime funzioni vitali nell’uomo, come la
creazione della vitamina D, indispensabile per fissare il calcio nelle
ossa. La mancanza di esso mette a rischio la vita una persona. Naturalmente
occorre fare attenzione, perché ci sono patologie legate all’ipercolesterolemia,
che si deve e si può mantenere sotto controllo solo attraverso
i farmaci.(45)
Parola
di imprenditore
Vincenzo Giustino, imprenditore, sostiene che “i lunghi periodi
di riposo non portano a nulla. Anzi. Per me, sono sempre stati deleteri.
Riposare a mio avviso significa semplicemente dedicarsi a un’attività
diversa. Affrontare problemi e cogliere opportunità diverse dalle
solite. Credo che sia l’unico modo per mantenersi vivi e per non
subire il trascorrere del tempo”(46).
E’
tutta questione di relazioni
“Per poter godere appieno dei frutti della vecchiaia è
necessario aver maturato nel corso della vita alcune capacità,
come il volersi bene. E’ fondamentale poi avere coltivato una
buona capacità di relazione (..) Le relazioni affettive, infatti,
vanno ad incidere a livello fisico sulla parte sottocorticale, quella
che stimola le reazioni del sistema immunitario. Importante è
aver preservato per sé l’entusiasmo e la voglia di sperimentare,
che sono tipici dei bambini(47).
Il nuoto fa bene ad ogni età
Gli effetti terapeutici dell’acqua e del nuoto sulle persone in
età avanzata sono molteplici e i risultati rilevanti ed efficaci”
ha scritto Claudio Tedesco su La Repubblica Salute dell’8 maggio
2003. Nuotare riduce l’incidenza di malattie cardiovascolari e
l’ingresso in acqua favorisce la circolazione del sangue e riduce
anche la pressione arteriosa.
La ricerca
Sorpresa! Secondo uno studio dell’Imperial College di Londra,
ripreso dalla rivista Club 3 del mese di marzo 2003, l’età
più vicina alla felicità non è affatto l’infanzia,
quanto piuttosto la terza età. Purché però sia
vissuta in buona salute. I ricercatori ritengono che tra i 55 anni ed
i 75 anni sia possibile realizzarsi molto meglio e finalmente dedicarsi
ai propri interessi, ai propri hobby, ai viaggi ed a se stessi.
41 Gabriella Mancini, Corriere della Sera, 5 gennaio 2002
42 Corriere della Sera, 17 agosto 2002
43 Club 3, agosto 2002
44 Notiziario Auser, 3 giugno 2002
45 Gabriella Mancini, Corriere della Sera, 5 gennaio 2002
46 Corriere Lavoro, 20 settembre 2002
47 Francesco Maria Antonini, Messaggero di Sant’Antonio, 11/2000