4
STILI DI VITA

Stili di vita degli anziani europei
In Italia il 54% di quanti hanno più di 55 anni si sente “più attivo” dei suoi genitori alla stessa età . Il dato emerge da un’indagine paneuropea, commissionata da Pfizer al centro di ricerca Taylor Nelson Sofres per confrontare stili di vita e atteggiamenti degli europei che hanno superato i 55 anni di età. Stili di vita e atteggiamenti che spesso non coincidono con la percezione tendenzialmente negativa che la società ha di loro, e questo vale tanto per gli italiani quanto per inglesi, francesi, tedeschi e spagnoli. Quasi due anziani su tre - su un campione di 2.500 over 55 proporzionalmente suddivisi tra i cinque Paesi coinvolti nella ricerca - si sentono infatti sottovalutati dalla società e sempre più isolati dalle famiglie. L’indagine mette in evidenza che una delle preoccupazioni principali è quella di non essere ritratti come un peso per la società (17%), seguita dal desiderio di non essere trattati con condiscendenza e messi a tacere (14%).
Quasi due terzi del campione del Regno Unito (66%) e di quello della Germania (64%) ritengono più attiva la loro generazione rispetto a quella dei loro genitori. Alla domanda se praticano attività fisica regolare, ben due terzi degli intervistati (69%) rispondono affermativamente. I più “pigri” sono gli Italiani, che si attestano al 40%, mentre il record europeo va ai tedeschi, che sostengono di mantenersi in forma nell’81% dei casi. In linea con la maggior tendenza alla pratica dell’esercizio fisico, i tedeschi appaiono più consapevoli dell’importanza della dieta: il 65% controlla sempre ciò che mangia, contro meno della metà dei soggetti (il 46 %) in Italia.
La stessa indagine mostra che ad alzare di più il gomito sono Tedeschi, Francesi e Inglesi, gli Italiani sono al quarto posto. Gli Italiani sono invece al primo posto assieme agli Inglesi nella classifica dei grandi fumatori(21).

Pratica una qualunque forma di esercizio fisico regolare
% DI RISPOSTE AFFERMATIVE

Europa 69  
Regno Unito 72  
Francia 62  
Germania 81  
Italia 59  
Spagna 72  

Totale intervistati 2.500

La pace dei sensi?
Stando a uno studio tailandese, condotto su 644 uomini e 450 donne tra i 35 e i 74 anni, con l’età cresce anche la propensione al tradimento e all’infedeltà. L’indagine, realizzata da Abbott Laboratories per il Thailand’s Erectile Dysfunction Centre ha svelato che il 31% degli uomini di 35-44 anni ha più di un partner sessuale, contro ben il 42% dei 65-74enni. Stesso discorso per le donne, anche se i numeri del tradimento in questo caso sono più contenuti. Il 19% delle 35-44enni ammette di avere più relazioni, contro il 23% delle 65-74enni. Altri risultati dello studio si rivelano meno sorprendenti: gli uomini tendono a considerare l’aspetto come l’attributo femminile più importante, mentre le donne danno più valore alla personalità di lui. E sempre le donne si dimostrano più fedeli: l’85% dichiara di avere un solo partner, contro il 67% degli uomini(22).

Quattro ore al giorno con i nipoti
Un’inchiesta condotta dalla European Psycho analytic and Psychodynamic Association (Eppa) su un campione di uomini e donne tra i 55 ed i 75 anni, mostra che i nonni italiani dedicano mediamente ai nipoti quattro ore al giorno accompagnandoli a scuola o alle attività sportive, raccontando loro fiabe o accudendoli in vario modo. Non sempre si tratta di scelte libere, infatti nel 38% dei casi si tratta di attività indispensabili perché i genitori lavorano, nel 30% invece i nonni vivono in casa con figli e nipoti(23).

Solitudine, malattia n.1
La malattia numero 1 per gli anziani è la solitudine. Lo rivela l’indagine promossa dall’Osservatorio Anziani di Monza, che ha messo insieme dati e testimonianze provenienti dal mondo del volontariato, dalle istituzioni e dai diretti interessati. L’Osservatorio ha evidenziato anche altre esigenze emerse dall’indagine, come l’aiuto psicologico alle famiglie che curano un anziano e la ricerca di nuovi spazi di aggregazione per la terza età.
Una ricerca realizzata da “Help me”, associazione di psicologi volontari che ha monitorato oltre 2.500 casi di anziani in tutta Europa, ha evidenziato che gli anziani italiani si sentono soli e abbandonati soprattutto durante l’estate, con la partenza dei figli per il mare o la montagna che, nel 56% dei casi, va in vacanza lasciandoli completamente soli. Dallo studio emerge che il senso di abbandono e solitudine, in un indice da zero a cento, raggiunge quota 90. Per gli spagnoli è 80, per i portoghesi 78, per gli inglesi 53, per i tedeschi 48, per i greci 44, per gli svedesi 12. Gli anziani ritengono responsabili i propri figli; nel 56% dei casi rimarcano come i figli non abbiano ricambiato l’affetto loro trasmesso durante le fasi educative e il 72% dei casi lamentano che i figli siano troppo indaffarati per trovare tempo per loro. Per sentirsi meno soli non resta che la televisione, unico svago nel 66% dei casi. I dati Auditel confermano che il consumo anziano giornaliero di tv è di 380 minuti(24).

Nyss
Il termine “Nyss” (New Young Sixty-Seventy) è stato coniato per indicare un gruppo omogeneo di persone comprese tra i 60 e i 76 anni, ed è stato ripreso dall’Istituto Astra-Demoskopea, che ha condotto una ricerca per conto di Grey Worldwide Italia, nella quale si individuano tre tipologie distinte di Nyss:
- i “post adulti attivi”, che rappresentano il 38% della popolazione “anziana”, sono autonomi e soddisfatti,
continuano a lavorare e svolgono una vita attiva con un buon reddito e buona salute;
- i “benestanti giovanilisti”, che detestano l’idea di
invecchiare, amano viaggiare ed hanno tempo libero superiore alla media, ed hanno anche una certa cultura tecnologica;
- i “benestanti infelici”, con un buon reddito, ma con un atteggiamento depressivo segnato da una assenza di affetti veri e di progetti.
Complessivamente i Nyss sarebbero un universo di 4,8 milioni di individui, il 52% dei 9,4 milioni di 61-76enni, in gran parte desiderosi di viaggiare e fare progetti per il presente, ma che molti ancora si ostinano a considerare vecchietti emarginati e passivi.
I Nyss non amano essere ghettizzati, non si identificano nella “Terza Età”, si considerano piuttosto post-adulti. La comunicazione più efficace con loro è quella che sa trasmettere vitalità, ironia, e tenerezza.


Le tendenze che caratterizzano i Nyss
IERI OGGI  

Fatalismo Progetto  
Passività Attività  
Esperienza come difesa Esperienza come risorsa  
Focus sul passato Focus sul presente  
Assenza di futuro certo Sicurezza di un futuro probabile  
Nostalgia curiosità  
Dovere & doveri Dovere & piaceri  
Stabilità Cambiamento  
Cultura del "purtroppo" Cultura del finalmente  
Attesa della morte Morte dell'attesa  

Seed n.1 Grey World Wide Italia, 2002

La Nuova Età e l’età nova
La “Nuova età” nasce con l’allungamento della vita media che in Italia era di 43 anni nel 1901 ed è oggi vicina agli 80 anni, e con l’invecchiamento della popolazione (gli ultrasessantenni erano 1/16 della popolazione nel 1901, cento anni dopo sono più di 1/5). Secondo Enrico Finzi, sociologo, presidente di diversi istituti di ricerca ed esperto delle problematiche della Terza Età, l’ingresso nella Nuova età avviene dopo i 60 anni, quando c’è piena consapevolezza del fatto che l’età adulta è finita. L’uscita dalla nuova età avviene tra i 76 ed i 77 anni, quando cioè comincia la vecchiaia.
L’allungamento della vita non coincide con l’allungamento della vecchiaia, ma con lo spostamento della giovinezza verso una più lunga maturità. La maturità è quell’”età nova” destinata ad aumentare negli anni futuri e ad essere sempre più creativa(25).

L’Italia invecchia, le case pure
Le case degli anziani assistiti dai Comuni sono mediamente le più vecchie ed insicure, prive nella maggior parte dei casi di ascensore, presentano barriere architettoniche ed impianti non a norma, mancano di sistemi di sicurezza e soccorso.
I risultati di una indagine condotta dal Forum degli Assessorati ai servizi sociali su un campione nazionale di 1895 anziani, riporta che il 68% delle abitazioni non ha l’ascensore, il 2% ha i servizi igienici fuori dall’abitazione, il 24% non ha il riscaldamento.

Un po’ di sale
L’Istituto Abacus dopo aver intervistato 322 italiani di età compresa fra i 56 e i 70 anni (sia donne che uomini), ha rilevato che per la maggior parte di loro (58%) è importante la spontaneità dei rapporti e la sintonia fisica con il partner (53%). Il sale della sessualità è comunque dato dalla capacità di comunicare e di sentirsi liberi nel farlo (39%) e dalla necessità di condire il rapporto con un po’ più di fantasia (35%).

Stili di vita: i Francesi
Per i Francesi le riunioni familiari con piccoli e adulti, nonni e cugini, si svolgono spesso nella seconda casa che diventa il rifugio per passare anche le vacanze e che viene spesso acquistata proprio con l’obiettivo di ritrovarsi in estate e di riunire la famiglia nelle feste tradizionali. Con l’occasione di uno studio dell’osservatorio Cetelem 2002 si è osservato che la generazione dei trentenni ha acquistato la casa per la famiglia e successivamente, verso i cinquant’anni, ha accolto i nipoti durante le vacanze scolastiche. Questi nonni ancora giovani e attivi si occupano dei loro figli e nipoti, ma non risiedono in maniera stabile nella casa: conservano volentieri un monolocale in città, mescolando le abitudini e inaugurando un nuovo modo di vivere(26).

Anziani nipponici: consumatori evoluti ed emergenti
Aumentano gli anziani giapponesi che viaggiano all’estero e si iscrivono all’Università per seguire corsi di lingue e letteratura. In Giappone gli anziani sono considerati consumatori “emergenti” con soldi da spendere e tanto tempo libero. L’amore per i viaggi risulta essere uno dei passatempi preferiti e la richiesta non è solo per i viaggi organizzati, ma anche per soluzioni individuali e di lusso, come crociere e tour nei paesi lontani. Così i Tour Operator giapponesi hanno cominciato ad attrezzarsi assumendo consulenti anziani e pensionati.
Dai dati pubblicati dal quotidiano Japan Today, si apprende che un quarto dei Giapponesi di età compresa tra i 60 e i 64 anni, ospiti di case di riposo, utilizza Internet ed è in forte crescita il numero dei senior che crea siti e club di internauti. I siti web creati da anziani contengono soprattutto foto di paesaggi, poesie haiku, pagine dedicate ai nipoti e ai ricordi personali. Quanto ai club di “nonni multimediali”, nella maggior parte dei casi rivolti ad attività senza scopi di lucro, dal mese di febbraio 2002, in meno di un anno ne sono nati ben 71(27).

Gli Inglesi e lo sport
Gli over 65 inglesi fanno più movimento dei loro nipoti. Il dato è frutto di un’indagine effettuata su un campione molto vasto (11 mila persone) e mostra che mentre i giovanissimi (dagli 8 ai 19 anni) dedicano all’attività fisica un’ora e un quarto al giorno, i pensionati si muovono per un’ora e quaranta minuti(28).

Salute
Rivendicano una forte autonomia quando, a stragrande maggioranza, dicono «sono in grado di fare tutto da solo». La conferma viene dal 50% che non si sente in alcun modo condizionato dall’essere anziano. Si prendono cura della propria persona, valutano con cognizione di causa la sanità, chiedono maggiore assistenza domiciliare e una migliore politica sociale nei loro confronti, hanno un buon rapporto con il proprio medico, giudicano negativamente la vita nelle metropoli, vogliono pensioni più alte e hanno paura delle malattie. Sono alcune delle opinioni espresse da 999 “over 60” e contenute nel Rapporto Censis e di Salute, presentato dal direttore del Censis, Giuseppe Roma, all’apertura dei lavori del convegno sulla Terza età promosso dalla rivista Salute e da Somedia nel mese di settembre 2002. Eppure sono ottimisti sul futuro (49,8% contro il 27,6% di pessimisti), ritengono il proprio stato di salute “soddisfacente” (41,1%) e “buono” (41,7%), ma temono le malattie invalidanti (58,8%) che preoccupano più della morte (42,3%).

Quattro tipi di anziani secondo Fabris
I non vecchi (30%) per i quali l’età ha solo un significato anagrafico e non incide nei comportamenti.
I vecchi attivi (33%) che lamentano qualche disturbo di salute, ma sono ricchi di stimoli e curiosità, e conducono una vita attiva.
I ritirati (9%) che non fanno un dramma del loro essere anziani, ed anzi intendono sfruttare i piccoli privilegi che la loro condizione può autorizzare.
Gli emarginati (29%), cioè i vecchi “vecchi”(29).


21 Club 3 dicembre 2002, Centro Maderna e Avvenire, 6 settembre 2002
22 Il Nuovo 23 agosto 2002
23 Club 3, gennaio 2003
24 Agenzia Auser n. 15 maggio 2002, Corriere della Sera e Libero 18 agosto 2002
25 Messaggero di Sant’Antonio 11/2000
26 dal sito del Centro Maderna, 2002
27 Notiziario Auser 13 gennaio 2003, sito Intrage
28 Club 3 ottobre 2002
29 Giampaolo Fabris “Il nuovo consumatore: verso il postmoderno”,
Franco Angeli, Milano 2003



Torna all'indice