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TEMPO LIBERO, ATTIVITA' E INTERESSI

Rendersi utili agli altri
Gli anziani possono essere suddivisi in sottocategorie, i pre-old (55-59 anni, i pre-vecchi), gli young-old (65-70 anni, i giovani vecchi), i middle.old (65-74 anni, i mezzo vecchi) e gli old-old (oltre i 75 anni, i vecchi-vecchi). Nella distinzione per sesso sono più le donne rispetto agli uomini a guardare la televisione e ad ascoltare la radio; questa comunque risulta l’attività più frequente tra gli anziani. La seconda attività è quella di cercare di rendersi utili agli altri ed in questo modo anche a se stessi; anche in questa attività sono le donne a distinguersi in maggior numero rispetto agli uomini. In questo caso si tratta spesso di un prolungamento di quei compiti assistenziali che, in particolare nei decenni passati, spettavano loro nell’ambito della famiglia e che ora indirizzano verso chi è povero, solo, malato o straniero. Per gli uomini, invece, le alternative sono maggiori: si va dalle attività sindacali, al controllo dei giardini, dal servizio di protezione civile alla vigilanza davanti alle scuole.
La popolazione anziana legge libri, ma ovviamente la percentuale diminuisce con l’età, anche per le oggettive difficoltà fisiche. Il 40% sfoglia un giornale almeno cinque volte la settimana ed il 58,5% ama ascoltare la radio tutti i giorni.
Anche la religione occupa spazio degno di attenzione nelle attività del tempo libero degli anziani: dall’ultima relazione biennale al Parlamento sulla condizione dell’anziano risulta infatti che il 50,1 per cento dichiara di andare in chiesa per lo meno una volta a settimana; questi sono il 59,5 per cento delle donne ed il 37,8 per cento degli uomini(16).

Sport, cultura, e routine
Gli anziani non riescono a sfruttare appieno le straordinarie potenzialità offerte dalla seconda età adulta, visto che solo una minoranza (il 35%) del campione intervistato (4300 persone tra 60 e 74 anni) si dedica ad attività di vario tipo. Tra questi, sono decisamente le donne le più attive e impegnate, mentre gli uomini denotano una certa apatia. Le attività più seguite sono lo sport (19%), il volontariato (11%) e i corsi di vario genere (6%).
Per quanto riguarda la pratica sportiva i nuovi anziani si dedicano al jogging, al trekking o alla bicicletta, mentre le signore privilegiano il nuoto, la ginnastica e il ballo, in genere con regolarità settimanale.
Un segno nuovo rispetto al passato è rappresentato dall’interesse per la cultura, si rileva infatti una diffusa adesione all’Università della terza età ed a corsi di vario genere: lingua e computer per gli uomini, ballo, ceramica, danza e cucito per le donne.
In generale però dalle interviste emerge un profondo rammarico per non riuscire a fare, nell’età della pensione, tutto ciò che si vorrebbe e potrebbe fare. Gli anziani, cioè, non riescono a sfruttare appieno il tempo libero a loro disposizione e trascorrono spesso giornate fatte di routine(17).

Università della Terza Età: ieri e oggi
Le prime “università popolari” sono nate in Italia a cavallo tra la fine dell’800 ed i primi del‘900, assieme alle biblioteche circolanti e ai circoli culturali popolari, assieme alle prime organizzazioni sindacali e politiche del movimento operaio. Chiuse durante il fascismo, sono rinate nel dopoguerra. La loro caratteristica è stata sempre di impegnarsi e lottare contro l’esclusione sociale, l’esclusione dai processi formativi e della conoscenza.
In questi ultimi anni hanno cominciato a svilupparsi, fra le università popolari, le “università della terza età” per contrastare il rischio di emarginazione che incombeva e incombe su molti anziani.
La frequentazione di una università popolare permette di arricchire le proprie conoscenze e capacità espressive; favorisce la socializzazione, lo scambio culturale, i rapporti fra generazioni.
La prima Università della Terza età moderna è stata inaugurata dal prof. Pierre Vellas nel 1973 a Tolosa, in Francia. Ma già nel 1975 ne sono state aperte alcune in Italia (a Torino), Svizzera, in Polonia ed in altri Paesi.
“Quando ho cominciato ad interessarmi di cultura anziana a livello europeo, ho iniziato ad interrogarmi sulla nozione università della terza età, non sapevo contenesse tanti modelli diversi” -sostiene la responsabile dell’Istituto per la formazione permanente universitaria dell’Università di Ulm, “In alcuni Paesi come ad esempio l’Austria, la Germania, la Slovacchia, la Polonia gli studi per anziani sono integrati nelle Università statali; in Francia, in Olanda e in Svizzera gli insegnamenti sono integrati o collegati con l’Università degli studi. In Italia e in Spagna ci sono dappertutto associazioni autonome. Le Università delle terza età inglesi sono autogestite, ma ci sono anche “senior studies” in alcune Università ed esiste anche il modello dell’”Open University” dove uno può studiare quello che vuole. Anche in quanto agli obiettivi ed al modo di realizzare gli studi ci sono grandi differenze. Ad esempio in Austria e in Germania le persone anziane studiano insieme ai giovani nelle Università statali, negli altri Paesi spesso c’è un’offerta differenziata di studio.
Una volta si parlava di “studenti anziani” pensando alle persone che si ritirano, dopo la fase di lavoro produttivo, oppure alle donne che hanno concluso la vicenda familiare. Oggi il raggio d’azione è divenuto molto più grande: all’Università vengono anche persone più giovani. Il tipo di studente della prima generazione aveva bisogno di studiare perché non aveva avuto l’occasione quando era giovane; la sua partecipazione era piuttosto passiva.
Oggi gli studenti anziani sono più attivi, cercano la partecipazione in modo concreto e aspettano che le loro competenze siano valorizzate, utilizzate e integrate”(18).

In Italia
Si stima che in Italia vi siano circa 300 sedi di Università della Terza Età frequentate da oltre 200 mila studenti. A Milano è possibile scegliere tra più di mille corsi e laboratori. A Nichelino gli iscritti sono 1.100. In generale non si studia solo sui banchi: si organizzano viaggi per vedere mostre, si va a teatro, si fanno vacanze assieme.

Teatro maturo
A New York c’è un famoso teatro di donne anziane che non si chiamano vecchie, ma si chiamano “stagionate”, il cui motto è “non si esce di scena perché si è vecchi , ma si diventa vecchi perché si esce di scena”.
Quest’anno sono i pensionati a dominare Broadway, titola Newsday, non solo in platea, ma anche sul palcosecnico. Si rappresentano infatti commedie e spettacoli con il 77enne Paul Newman, o la 94enne Sina Philipps, con Frank Gorshin che impersona il comico centenario George Burns, e musical con titoli come “Menopausa” o “My Old Lady”. Dietro il boom del teatro maturo secondo il critico Nathan Aaronstein, ci sarebbero i prezzi stratosferici, proibitivi per i ragazzi(19).

La festa
Chi non conosce la festa del papà o quella della mamma? Pochi però sanno che esiste anche la festa dei nonni. La ricorrenza cade il 26 luglio, giorno in cui la Chiesa ricorda San Gioacchino e Sant’Anna, i genitori di Maria, la madre di Gesù. Un’intera giornata per festeggiare i nonni e, più in generale, per promuovere la cultura di un’anzianità che non deve vivere ai margini della società, ma che deve essere valorizzata e resa protagonista.
La data è anche un’occasione per dire grazie a chi non si stanca mai di dedicare tempo, attenzioni e cure agli anziani..
Intrage e la Fnp Calabria sono promotrici del rilancio della festa dei nonni, chi volesse aderire può inviare una e.mail a fnpcalabria@intrage.it oppure lasciare un messaggio sul sito Intrage.

Il caso
Nurachi, un paese in provincia di Oristano ha dedicato un fine settimana di ottobre ai suoi anziani, un sabato e una domenica all’insegna del divertimento e dello stare in compagnia. L’unica condizione per essere ammessi alla gita all’isola della Maddalena e di Caprera, è aver compiuto 60 anni. Al Comune sono arrivate oltre 120 adesioni. Inoltre sempre ai non più giovani è dedicata la tradizionale giornata dell’anziano, sabato 3 novembre: una lunga festa che inizia con la Messa mattutina e prosegue nei locali del centro sociale di via Santa Lucia, con un gran pranzo offerto dall’Amministra-zione comunale e un pomeriggio all’insegna del divertimento con giochi e animazione(20).


16 Bar Giornale marzo 2002
17 Da uno studio condotto dall’Istituto di Ricerche sulla Popolazione (IRP)
del Consiglio Nazionale delle Ricerche e apparso come supplemento
della rivista Demotrends, Roma marzo 2001
18 Sito Auser.it,
19 Il Messaggero di Sant’Antonio n. 11, 2000; Il Corriere della Sera,
21 novembre 2002
20 Sito Intrage 10 ottobre 2002



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