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PREVISIONI
Ecco i nonni del futuro


LA RICERCA
'Invasione' dei nonni, come cambierà il futuro

Come il boom demografico degli anziani cambierà i comportamenti sociali e familiari? Una ricerca previsionale condotta in California a un ente sanitario non profit aiuta a immaginare un futuro che investirà prepotentemente le prossime due generazioni, ecco alcuni dati significativi emersi dal 'Scan health plan'(1).
Ritorno al lavoro. Grazie alla nuova legislazione che consente alle fasce d'età fra i 65 e i 69 anni di guadagnare denaro senza penalizzazioni dei benefici di carattere sociale, un esercito di anziani verrà richiamato al lavoro. In America questa fascia di età comprende 9 milioni di cittadini, il 23% dei quali sta già approfittando di questa opportunità.
Nuove tecnologie in aiuto. Una tecnologia dal volto più familiare e pensata per gli anziani migliorerà l'accesso alle risorse e alle informazioni per l'assistenza dei più fragili e ridurrà lo stato di isolamento per chi vive in zone più difficili da raggiungere.
Anziani e fitness. I dimostrati benefici che la pratica di attività motorie induce sullo stato di salute degli anziani porterà ad un maggior utilizzo di palestre e servizi di personal training.
Un'auto pensata su misura. I produttori di automobili guarderanno in futuro al segmento in crescita degli automobilisti con i capelli grigi e proporranno veicoli pensati per loro (sedili rialzati, strumentazione semplificata e di più chiara lettura, velocità limitata e accelerazione più graduale). Mantenere la capacità di guida per un anziano è importante e associato all'indipendenza.
Anziani in fila alle urne. I senior avranno sempre più peso nelle cabine elettorali, il loro sarà un voto maturato anche dall'attenta informazione sui programmi politici.
Cura degli anziani, avanti c'è posto. La domanda di operatori professionali dell'assistenza a domicilio andrà alle stelle: secondo una statistica del Bureau of Labour, nel 2008 questa figura professionale sarà di 1,18 milioni.
Boom del telelavoro. La diffusione del telelavoro consentirà alle famiglie di vivere più vicino agli anziani, un trend già in atto.
Benefit aziendali rivolti agli anziani. Le aziende proporranno programmi di cura degli anziani a causa dei ritardi
e delle assenze dal lavoro dovute all'assistenza e cura dei propri cari. Una soluzione di compromesso sarà oggetto di trattativa con i
lavoratori e la più probabile è proprio l'istituzione di qualche forma di benefit legata all'assistenza dei parenti dei lavoratori.
Donne, addio alla carriera? Sulle donne e sulla loro realizzazione nel mondo del lavoro peserà la cura degli anziani. Un'indagine condotta dalla National Alliance for caregiving dice che il 31% delle donne che devono occuparsi di anziani ha dovuto modificare il percorso professionale.


L'allarme dei geriatri
Nei prossimi trent'anni 70 milioni di Americani avranno dai 65 anni in su, ma secondo la società americana dei geriatri il numero dei medici specializzati in geriatria tenderà a diminuire drasticamente. Un problema che comporterà l'introduzione di una legislazione volta all'aumento di questa categoria di esperti. Al contrario tende ad aumentare il numero dei medici che scelgono di occuparsi delle cure antietà che cercano di rallentare i processi di invecchiamento e mantenere un più alto possibile livello di vita(2).



ALLARME LAVORO
E nel 2050 il numero di lavoratori
raggiungerà i livelli del 1885

Sarà l'Italia a registrare, tra il 2010 e il 2025, il più forte calo della popolazione attiva tra i Paesi dell'Unione Europea. Quando, infatti, usciranno dal mondo del lavoro le generazioni del "baby boom" del dopoguerra, la forza lavoro subirà un calo pari al 7,5% su scala nazionale, con punte del -15,7% e del -14,3%, rispettivamente in Liguria e Piemonte. A ipotizzarlo è Eurostat, l'ufficio statistico della Ue nel rapporto sullo sviluppo delle forze lavoro regionali nell'Unione Europea, il quale evidenzia come aumenterà sempre di più sulla popolazione attiva la "pressione grigia", cioè quella della popolazione passiva anziana, rispetto alla "pressione verde" che, invece, si allenterà grazie ai più bassi tassi di crescita demografica.
Le previsioni. A parte poche eccezioni, a partire dal 2010, si interromperà la crescita della popolazione attiva dell'Europa dei Quindici, che nel '95 risultava pari a 169 milioni di unità. Se perdurerà l'attuale trend demografico, la forza lavoro crescerà fino al 2010 a 183 milioni per poi cominciare a diminuire fino a raggiungere nel 2050 gli stessi livelli del 1885, quando i lavoratori erano 154 milioni. La diminuzione della popolazione attiva, secondo Eurostat, sarà comunque contenuta da un crescente tasso di partecipazione dei cosiddetti "giovani adulti", cioè le persone nella fascia d'età tra 55 e 64 anni. In punti percentuali, nella UE l'incremento tra il 1995 e il 2010 sarà dell'8,2% (3,8% tra il '95 e il 2000 e 4,3% tra il 2000 e il 2010), mentre nel periodo 2010-2025 si registrerà un calo del 4,4%. Oltre all'Italia, la più elevata diminuzione della popolazione attiva si registrerà in Germania e in Spagna, con un calo pari, per entrambe, al 6,6%. Le uniche eccezioni saranno costituite dall'Irlanda, dove la forza lavoro si manterrà stabile, dal Portogallo (+1%), Svezia (+1,3%) e Lussemburgo (+4,6%).
In Italia. L'aumento tra il '95 e il 2010 sarà pari al 4,7% (3,3% tra il '95 e il 2000 e 1,4 tra il 2000 e il 2010). Quanto all'andamento delle diverse regioni italiane, spicca il trend negativo, anche nel periodo '95-2010 in cui si registra un processo di crescita generalizzato, di Liguria (-5,9%) e Piemonte (-3,2%). Sempre negli stessi anni, l'aumento più consistente è previsto in Molise con il 23,3%, seguito, a distanza, da Puglia (14,5%) e Sicilia (14,1%). Nel complesso, a crescere a ritmi più sostenuti sono le regioni meridionali, ad eccezione della Campania(3).


Mobility 55, gli anziani alla conquista dell'Europa
"Mobilità in Europa e cittadinanza attiva per gli anziani" è il progetto europeo che l'associazione Lunaria sta portando avanti con la collaborazione di alcune strutture non profit di diversi paesi; per l'Italia partecipa l'Auser. Il progetto intende verificare quale sia il livello di propensione alla mobilità, all'interno dell'Unione Europea, dei cittadini pensionati over 55. "L'obiettivo - si legge nel progetto - è di aumentare le proposte formative volte a realizzare una diffusa cittadinanza attiva ed europea che valorizzi gli uomini e le donne usciti dal mercato del lavoro, ma ancora in possesso di energie fisiche ed intellettuali da condividere e desiderosi di acquisire nuovi saperi". Concretamente le organizzazioni che partecipano al progetto potranno inviare o accogliere anziani volontari che avranno la possibilità, per tre mesi, di svolgere attività di volontariato in progetti diversi come assistenza agli svantaggiati, insegnare un mestiere ai ragazzi a rischio, oppure ripulire spiagge e parchi, organizzare eventi e festival. Un'altra attività prevista dal progetto è la realizzazione di una ricerca, la redazione di una guida e l'organizzazione di una conferenza internazionale che discuterà sui risultati raggiunti. Partecipano, oltre all'Italia, l'Austria, la Germania, la Gran Bretagna, il Belgio, la Francia e la Spagna. Per informazioni sul sito www.auser.it si può scaricare una scheda del progetto(4).



IL DOCUMENTO EUROPEO
Verso l'invecchiamento attivo

Nel giro di qualche anno l'apporto delle persone anziane potrebbe diventare un'esigenza sociale, in un recente documento la direzione per l'Occupazione e gli Affari sociali della Commissione Europea indica la formula giusta per concretizzare l'Invecchiamento attivo. Quello che caratterizza l'anziano che pretende e ottiene vita attiva e non pura sopravvivenza dagli anni in più che gli sono offerti dai progressi della scienza, dal miglioramento delle condizioni economiche, da un'alimentazione adeguata. Il documento parte da una diagnosi basata sui dati: da oggi al 2015 nell'Unione europea il numero dei giovani che si affaccerà sul mercato del lavoro (tra i 15 e i 29 anni) calerà del 16%, con una perdita di 13 milioni di unità. Allo stesso tempo aumenterà del 26% il numero delle persone di età fra i 50 e i 64 anni. Risultato: la chiamata o richiamata al lavoro dell'anziano attivo sarà sempre meno un optional, ma diverrà un'esigenza sociale. Da qui l'esigenza di creare strutture che oggi non esistono, cioè nuove leggi, nuove regole sindacali, economiche, sociali(5).

PREVISIONI ISTAT
L'Italia del 2050, meno popolosa e più vecchia

Nel 2050 gli italiani saranno di meno e più vecchi, le prospettive di vita saliranno a 88 anni per le donne e a 82 per gli uomini. Il crollo della popolazione arriverà nel 2030: 4,5 milioni di italiani in meno rispetto ai 57,7 attuali. E' questa la fotografia scattata dall'Istat nel rapporto 'previsioni sulla popolazione residente'. Fino al 2010 un mini boom di immigrati farà crescere la nostra popolazione, poi il saldo con il numero dei morti volgerà in negativo. Entro il 2010 si potranno contare due over 65 su dieci abitanti, nel 2050 gli over 65 saranno aumentati del 73%. Il processo di invecchiamento coinvolgerà anche la popolazione attiva, nel 2028 gli over 50 saranno il 38% del totale con un aumento dell'11% rispetto ad oggi. Più longevi al nord con 5 anni di differenza fra il Trentino e la Sicilia, meno bambini in Liguria con il tasso di natalità più basso del mondo. Nel 2010 l'Italia arriverà a toccare 1,4 figli per donna(6).


Milano città che invecchia
Si può invecchiare in una delle città più inquinate d'Italia, fra benzene, smog e polveri varie? Sembrerebbe di si. Sono 646 i milanesi che hanno superato il secolo di vita, con due "supernonni" che hanno raggiunto i 110. Non pochi per una città con una popolazione di 1 milione 340mila abitanti. Sono questi i dati forniti dall'anagrafe che mettono in evidenza quanto stia invecchiando la più grande città del Nord. Sono 147mila i milanesi che hanno fra i 65 e i 74 anni, 92mila stanno fra i 75 e gli 84, quasi 35mila hanno fra gli 85 e i 94 anni e oltre 2000 si ritrovano alle porte del secolo di vita: fra i 95 e i 99 anni(7).


CENSIMENTO
Anno 2025, raddoppiano i senior americani
La percentuale di anziani sulla popolazione statunitense dovrebbe quasi raddoppiare entro il 2025, secondo dati parziali degli ultimi censimenti negli Usa. Ma l'impatto dell'invecchiamento della popolazione sarà, in America, meno problematico che in Europa. Infatti, gli Americani al di sopra dei 65 anni cresceranno, in valore assoluto, dell'80% in 25 anni. Ma, contemporaneamente, aumenterà anche del 15% il numero degli Americani in età di lavoro e del 15% il numero degli 'under 15'. Nei Paesi più avanzati d'Europa, invece, l'aumento degli anziani sarà parallelo a una contrazione della popolazione in età di lavoro e a una riduzione delle nascite(8).

IL PRIMATO
Giappone, anziani da record
Il quotidiano giapponese Asahi Shinbun ha pubblicato le previsioni demografiche relative al Paese. La crescita dell'aspettativa di vita in Giappone prevede 80,95 anni per i maschi e 89,52 per le femmine. Questo record mondiale avviene in concomitanza con un fortissimo calo di natalità nel Paese (media dei figli per donna fertile: 1,39). Risulta inevitabile l'invecchiamento della popolazione giapponese: nel 2018 la quarta età (oltre i 75 anni) supererà la terza età (tra i 65 e i 74 anni). Si prevede inoltre che nel 2050 il 35,7% della popolazione avrà più di 65 anni.


Insegnanti in pensione nelle scuole a domicilio
Secondo The Japan Times, dal mese di aprile 2002 la città di Shiki inaugurerà, per la prima volta in Giappone, una sistema di "scuola a domicilio" rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie che, per varie ragioni, non frequentano più la scuola. Gruppi di professori in pensione saranno ingaggiati e inviati al domicilio degli alunni "assenteisti" per insegnare loro le base essenziali del programma scolastico. Il Ministero dell'Educazione giapponese ha precisato che circa 134.000 giovani giapponesi attualmente non assolvono l'obbligo scolastico.


IL CONGRESSO
Così ogni 5 anni si allunga la vita
Secondo l'Istat gli Italiani che hanno superato i 60 anni sono il 21,5% della popolazione: circa 12 milioni di persone. Nel 2030 il 18% degli Italiani avrà più di 65 anni. Ogni cinque anni la vita media si allunga di circa un anno e mezzo e gli scienziati si interrogano su quale sarà il 'tetto' massimo:è uno dei dati emersi dal congresso nazionale della Società italiana di Neuroscienze. La scienza - hanno detto i relatori - deve fare il massimo per rendere più vivibile la vecchiaia, basti pensare ai successi raggiunti per l'Alzheimer e il Parkinson, ma le malattie degli anziani non sono del tutto debellabili.


IL CASO
Sulle montagne sarde il segreto dei centenari
Cosa si nasconde dietro la longevità degli isolani sardi? Per scoprirlo è in corso da sei anni uno studio internazionale sul patrimonio genetico di Talana, un villaggio di 1200 anime sulle montagne del Gennargentu dove vive un numero alto di centenari con una proporzione di due donne per ogni uomo (il che è assai favorevole per questi ultimi visto che la proporzione media sarebbe di 5 femmine per ogni centenario maschio). Lo scopo è quello di descrivere il patrimonio genetico di ciascun abitante risalendo fino a 400 anni addietro, compito facilitato da una minore variabilità genetica dovuta al relativo isolamento della popolazione che permette di scoprire legami ereditari con determinate malattie comuni in quelle regioni. Il progetto Talana comprende l'analisi di 1600 fattori per ogni abitante adulto alla ricerca di cosa si nasconde dietro la longevità (specialmente dei maschi). Il vino rosso locale? Fattori ereditari? Stile di vita più sano? Il sospetto è che ad incidere contribuisca anche il basso livello di stress unito al lavoro manuale all'aria aperta.


ALLARME PENSIONI
I CONSIGLI OCSE
per evitare conflitti intergenerazionali
Per evitare i conflitti che potrebbero insorgere nei paesi più sviluppati a causa dell'aggravio della spesa pensionistica verso cui si stanno indirizzando le nazioni più colpite dal progressivo invecchiamento della popolazione, l'OCSE consiglia di prendere per tempo provvedimenti nelle seguenti direzioni:
  • Rimuovere gli incentivi che favoriscono i pensionamenti in giovane età,
  • Offrire agli anziani nuove opportunità di occupazione, basate sulla loro esperienza lavorativa precedente,
  • Introdurre un sistema flessibile di uscita dal lavoro che consenta agli anziani di occupare il tempo libero con attività formative e di volontariato,
  • Incentivare gli investimenti nei fondi integrativi e in altre forme di risparmio privato,
  • Garantire nel mercato finanziario più trasparenza ai risparmiatori,
  • Riqualificare la spesa sanitaria considerando che l'età media della popolazione è destinata ad allungarsi ulteriormente,
  • Ridurre gli sprechi e indirizzare le risorse disponibili verso chi ne ha più bisogno.

  • 1 Tratto Social Trends, n. 92, aprile 2001
    2 Tratto da The futurist, settembre-ottobre 2001
    3 Tratto da Corriere della Sera, 2 febbraio 2002
    4 Agenzia di informazione Auser, 18 febbraio 2002
    5 Tratto da 50&Più, anno XXII, n. 9
    6 Tratto da Corriere della Sera, 3 aprile 2001
    7 Auser anno 5 n. 6, 18 febbraio 2002
    8 Agenzia Ansa, 8 febbraio 2002





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