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PERSONAGGI & STORIE
Viaggio fra i very important senior
Il segreto di Arnoldo Foà:
"Leggo, scrivo e non guardo la tv"
"Sorride Arnoldo Foà: << Ma io mica sono anziano>>. Poi ridacchia: << Sono un ragazzo di 85 anni>>..Lui la televisione la fa ma non
la vede. In casa non ha nemmeno l'apparecchio: << Mi sembrava un elettrodomestico inutile>>.. La sua mattina comincia verso le otto
on cinque biscotti e un caffè solubile in acqua.. << Adesso sto scrivendo la mia autobiografia..per le mie figlie.
Immagino che a loro importi conoscere la vita del padre>>(1).
LA STORIA
E' un anziano il primo turista spaziale
Ha dimostrato che anche un normale 60enne, non un superman come quelli che vengono selezionati per il lavoro sulle astronavi, può
vivere senza grandi problemi nello spazio. Ha aperto una nuova era il miliardario americano Dennis Tito, il 'turista dello spazio'
che, dopo otto giorni trascorsi nella stazione spaziale internazionale Alpha è rientrato alla grande sulla Terra. L'uomo d'affari
italo americano che aveva pagato 45 miliardi per trascorrere otto giorni nello spazio a bordo della Soyuz russa, è rientrato
entusiasta: "Sono stati i momenti migliori della mia vita". "Tutto è stato perfetto, emozionantissimo, un vero paradiso.
Sento ancora gli effetti dell'assenza di gravità, ma ho realizzato il mio sogno'', ha detto entusiasta Tito appena ha rimesso i
piedi a terra. Dopo otto giorni trascorsi in orbita sulla stazione internazionale (Iss), le prime parole di Tito in un'improvvisata
conferenza stampa sul luogo dell'atterraggio sono state rivolte a chi lo ha aiutato a compiere l'impresa da "uomo normale":
''Voglio ringraziare tutti coloro che lo hanno reso possibile'', ha detto Tito, sorridente.
IL CONSIGLIO
Rita Levi Montalcini:
"Cervello in allenamento"
Rita Levi Montalcini, classe 1909, premio Nobel per la medicina nel 1986, "Il segreto per avere una mente sempre giovane?
Mantenere continuamente il cervello in piena attività, ed è importante imparare a farlo sin da giovani.
Preoccuparsi solo del benessere fisico è fuorviante. L'attività cerebrale infatti è l'arma più potente che chiunque ha in mano per
combattere l'invecchiamento, e l'esercizio intellettuale ne è il nutrimento indispensabile. Un altro "segreto" è realizzare qualcosa
a cui si tiene molto. L'importante è preparare prima la propria vecchiaia, progettando di fare, nell'età pensionabile, ciò che non
si è potuto attuare prima".
Ernest Hemingway:
"Quando sarà vecchio mi piacerebbe essere un vecchio saggio che non dà fastidio a nessuno.. Chi diavolo può mai preoccuparsi di
salvarsi la vita quando uno dei doveri dell'uomo è perderla con intelligenza?".
Giorgio Albertazzi:
"Ecco cosa è per me la vecchiaia"
"Quando si è vecchi? Semplice, quando si ha bisogno di aiuto, perchè non si cammina, non ci si muove più. Fino ad allora si è
semplicemente maturi", dice l'attore, "io mi sento un signore di cinquant'anni ma la mia età biologica è diversa (ne ha 68, ndr) e
avverto anche qualche malessere dell'età. Cosa faccio? Lavoro molto, incontro molta gente e poi seguo una dieta particolare da circa
dieci anni, perchè ci stiamo avvelenando con il cibo, mangiamo troppo e male. Io invece dieci anni fa, in uno dei primi centri
benessere, imparai a mangiare sempre il crudo prima del cotto, quindi prima l'insalata e poi un primo piatto, con un sugo leggero.
A cena stessa cosa ma con un secondo, l'unica mia debolezza sono dolci e gelati. Poi cammino molto con un certo ritmo. Un consiglio?
Inventarsi nuovi interessi, non averne è l'inizio della vecchiaia"(2).
Margherita Hack:
"Faccio sport, lavoro e mangio vegetariano"
"A 79 anni 'finiti', continuo a lavorare moltissimo. Mattina in dipartimento e pomeriggio a casa", dice l'astrofisica "è una
cosa che tiene il cervello in attività. Così come lo sport, io ho fatto atletica leggera da agonista e ancora oggi vado molto
in bicicletta. E poi, sono vegetariana dalla nascita, perchè anche i miei genitori lo erano, non ho mai fumato e non bevo vino,
mi piace così e sto benone. Un consiglio? Frequentare le università della terza età, viaggiare, per superare lo choc della pensione".
Il Papa:
"Caro anziano ti scrivo"
"Che cosa è la vecchiaia? Di essa si parla come dell'autunno della vita - lo faceva già Cicerone - seguendo l'analogia suggerita
dalle stagioni e dal susseguirsi delle fasi della natura. Basta guardare il variare del paesaggio, lungo il corso dell'anno, sulle
montagne e nelle pianure, nei prati, nelle vallate nei boschi, sugli alberi e sulle piante. C'è una stretta somiglianza fra i
bio-ritmi dell'uomo e i cicli della natura, di cui egli è parte.. Se, pertanto, l'infanzia e la giovinezza sono il periodo in cui
l'essere umano è in formazione, vive proiettato verso il futuro e, prendendo consapevolezza delle proprie potenzialità,
imbastisce progetti per l'età adulta, la vecchiaia non manca dei suoi beni, perchè, come osserva San Girolamo, attenuando l'impeto
delle passioni, essa "Accresce la sapienza, dà più maturi consigli". In un certo senso, è l'epoca privilegiata di quella saggezza
che in genere è frutto dell'esperienza, perchè "Il tempo è un gran maestro". é ben nota, poi la preghiera del Salmista: "Insegnaci
a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore"(3).
I vantaggi della vecchiaia secondo Piero Ottone,
giornalista e scrittore
"La verità è che la vecchiaia, quando è vissuta in buona salute, offre enormi vantaggi, e sebbene tanto sia stato scritto su di essa,
ancora non si è riusciti a dire tutto il bene che merita. Addirittura può diventare il periodo più gradevole della vita.
A determinate condizioni, però. Le persone anziane, per essere serene, hanno bisogno di solidarietà. I Paesi avanzati cercano di
dimostrarla, da noi si fa affidamento nel senso della famiglia. Ma ora questo senso della famiglia si attenua anche da noi e le
condizioni di vita che si diffondono cancellano rapidamente i costumi tradizionali".
Istruzioni per l'uso, firmate Arrigo Levi
"A proposito delle 'istruzioni per l'uso della vecchiaia' contenute nel mio libro La vecchiaia può attendere, ritengo che sia molto
importante la regola del liberarsi dall'abitudine di 'piacere', di essere approvati dagli altri. Impariamo a fare, per il gusto di
fare. Quanto ci dà piacere, non perchè il nostro operare venga riconosciuto".
1 Tratto da Corriere della sera, 16 marzo 2001
2 Tratto da La Repubblica salute, 18 ottobre 2001
3 Tratto dalla lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II agli anziani
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