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TEMPO LIBERO
Un'opportunità da non sprecare


LO STUDIO
Quando il nemico è la noia
Se quando si è giovani il tempo libero è una sudata conquista, nella terza età può diventare un'occasione sprecata se non un problema associato a noia e routine. E'questo il risultato di una ricerca-sondaggio effettuato dall'Istituto ricerche sulla popolazione (Irp) del Cnr. Solo il 35% del campione intervistato (4.300 persone fra 60 e 74 anni) si dedica ad attività di vario tipo. Le più attive e impegnate sono le donne che guardano con entusiasmo il tempo libero, mentre gli uomini in pensione lo vivono il più delle volte come un problema. Le attività più seguite sono lo sport (19%), il volontariato (11%), frequentare corsi vari (6%) soprattutto sui banchi delle Università della terza età. Lo sport però non è solo pesca o bocce. Gli uomini fanno anche jogging e vanno in bicicletta, le donne preferiscono il nuoto, la ginnastica, il ballo in genere con regolarità settimanale. Per alcuni la disponibilità di tempo libero coincide con l'impegno a favore degli altri. Nel caso delle donne si tratta spesso di un prolungamento di quei compiti assistenziali che spettavano loro nell'ambito della famiglia e che ora indirizzano verso chi è povero, malato, solo e straniero. Per gli anziani le alternative sono maggiori: dalle attività sindacali, al controllo dei giardini, dal servizio di protezione civile alla vigilanza davanti alle scuole. Sullo sfondo, però, rimane il rammarico per non riuscire a fare tutto ciò che si vorrebbe o potrebbe, finendo per trascorrere spesso giornate noiose.

L'INDAGINE
Anziani sempre più informati
Secondo una recente indagine "multiscopo", condotta dall'Istat, gli anziani in Italia sono informati di quanto avviene nel mondo circostante: ogni giorno, infatti, durante il tempo libero, il 92% guarda la televisione (soprattutto i telegiornali), mentre la radio viene ascoltata quotidianamente almeno dal 30,4% degli anziani, in maggioranza donne. La lettura della stampa rappresenta un momento importante: il 56,5% di essi - soprattutto uomini - acquista un giornale tutti i giorni. Meno diffusa è invece la lettura di libri, solo il 22,2% risulta esserne un consumatore abituale. Sono in numero decisamente inferiore gli anziani che mostrano interesse per il teatro (6,9%), il cinema (8%), i musei e le mostre (10%) e gli spettacoli sportivi (6,8%), probabilmente a causa degli orari, degli spostamenti e dei prezzi, talora troppo elevati per le loro pensioni. Altro dato interessante si ricava dal numero di iscrizioni degli anziani alle Università per la Terza età - diffuse in diverse città italiane - che stimolano numerosi corsi di studio, iniziative didattiche sperimentali, incontri e seminari sui più svariati argomenti, insieme alle più tradizionali materie: storia dell'arte, archeologia, lingue straniere, Internet, disegno e pittura, ginnastica e yoga, giardinaggio, fotografia, danza e così via. Tutte queste attività, compresi i viaggi culturali e di divertimento, offrono importanti occasioni di confrontarsi con realtà diverse dalla loro, conoscere nuovi ambienti e stringere nuove amicizie.

UNIVERSITA' DELLA TERZA ETA'
Sui banchi di scuola dopo la pensione
Per rimettersi in gioco, per dare spazio a passioni ed hobby, per non smettere mai di imparare. Tutto questo è possibile nelle università dedicate agli over 50, le "Università della Terza età". Diffuse in tutta Italia, offrono la possibilità di accedere a corsi di tutti i tipi: da quelli di lingua, a quelli di ceramica, passando per la dizione e le discipline orientali. Solo l'Emilia Romagna ne conta almeno 38, le ha censite l'Università della terza età Primo Levi di Bologna, che ha anche rilevato in 24mila il numero degli studenti emiliano-romagnoli che seguono i corsi di questi speciali atenei di formazione per adulti. Nel 1999 l'Aiuta (Associazione internazionale delle università della terza età) ne aveva contate 1700 in tutto il mondo. Le Università della Terza età, riconosciute dalle Regioni, sono istituite e gestite da associazioni, istituzioni e fondazioni culturali, cooperative, Enti Locali ed Università. Il costo dell'iscrizione si aggira sulle 50mila lire, ma varia a seconda delle sedi.
Obiettivo: promuovere e diffondere la cultura fra i cittadini, favorire l'inserimento degli anziani nella vita sociale e culturale della città in cui vivono nella convinzione che l'esercizio intellettuale è salutare per lo spirito come l'esercizio fisico lo è per il corpo. Per raggiungere questi scopi ogni anno organizzano nuovi corsi e promuovono studi, ricerche e iniziative culturali che sono anche preziose occasioni di apprendimento e svago. Le Università della Terza età riconosciute dalle Regioni hanno requisiti precisi che servono a garantire la serietà dei corsi e la qualità del servizio offerto e godono ogni anno di contributi pubblici.
I corsi che si possono frequentare sono centinaia e variano dalle materie classiche come la storia dell'arte e l'archeologia, alle nuove tecnologie con corsi di informatica e Internet. Ci si può dedicare alla pratica dello yoga, al teatro, alle tecniche di fotografia, alla pittura, al canto. In molti centri organizzano anche corsi più 'pratici' di bridge, ballo liscio, danza e viaggi collettivi. I programmi sono disponibili direttamente nelle sedi delle università oppure sono consultabili sui relativi siti Internet.
L'identikit dell'alunno tipo che oggi affolla le aule universitarie degli over 50 ha un'età compresa fra i 50 e i 70 anni, in netta prevalenza donna. Questo non significa che le signore frequentino le università da sole. Spesso sono molte le coppie sposate che, pur non condividendo gli stessi interessi, decidono comunque di andare insieme all'università e frequentano corsi diversi. Tra gli studenti delle Università della Terza età infatti è fortissimo il valore culturale della propria iscrizione. La stragrande maggioranza di loro ha deciso che è giusto continuare a studiare dedicandosi, magari, agli interessi che la vita professionale (o la famiglia) hanno impedito. La metà degli iscritti infatti possiede il titolo di studio di scuola media superiore.

LA RICETTA

Atelier di scrittura come terapia anti-invecchiamento
Gli atelier di scrittura per senior rappresentano una vera terapia anti-invecchiamento.E' quanto ritiene The Los Angeles Time, che descrive l'attività di uno di questi atelier, denominati "One Senior Center". Da molti anni, una volta alla settimana, gruppi di anziani di Los Angeles si incontrano per discutere e condividere i loro ricordi, portando con sè il quaderno di appunti o il diario. Cinque anni fa, un'anziana di 98 anni si è vista offrire un milione di dollari per la sua autobiografia, che aveva redatto in 208 pagine durante le sessioni dell'atelier. "One Senior Center" è finanziato dal Dipartimento dei Servizi Formativi per Adulti di Los Angeles(1).


L'iniziativa
A scuola per fare i nonni
Nuove responsabilità da affrontare, situazioni familiari in evoluzione. Non tutti gli anziani sono pronti ad accettare e interpretare ruoli nuovi all'interno della famiglia di oggi, per questo è stata promossa a Roma una scuola per nonni aperta a tutti gli over 50 che si sentono impreparati. Se si pensa che nel 48,2% delle famiglie italiane è presente almeno un anziano di 60 anni e che oltre il 30% degli over 60 dichiara di avere come attività centrale per il loro tempo libero la cura dei bambini, appare subito evidente il ruolo centrale dei nonni nel contesto familiare. Spesso però si trovano di fronte a nuove responsabilità che non sono pronti ad affrontare ed è per questo che l'Associazione cattolica adulti di Roma ha pensato di andare loro incontro fondando nel 1995 quella che affettuosamente è stata chiamata la scuola dei nonni. L'iniziativa è stata imitata da altre diocesi d'Italia sul modulo di cinque corsi composti da quattro incontri volti a coinvolgere l'anziano nelle trasformazioni della famiglia, senza dimenticare il bagaglio di esperienze che può mettere a disposizione.

VOLONTARIATO
La mappa dell'impegno 'grigio'
Secondo il Rapporto sulla condizione anziana realizzato da FFnp-Cisl, c'è una divaricazione fra chi vive il tempo libero come svuotamento e chi lo coglie come occasione per avere cura di sè, occuparsi degli altri. Circa il 13% è impegnato in associazioni culturali, ecologiche..., oltre il 12% svolge attività gratuite in associazioni di volontariato e non, l'1,7% attività gratuita in un sindacato e il 16% ha versato soldi in un'associazione.


LA RICERCA
La FIVOL (Federazione Italiana Volontariato) dà i numeri Secondo la Federazione italiana di volontariato le organizzazioni in cui operano prevalentemente cittadini di età superiore a 65 anni sono, su tutto il territorio nazionale 686, pari al 6.5% di tutte le organizzazioni esistenti. Questo dato non tiene ovviamente conto delle organizzazioni miste, cioè senza pesi generazionali prevalenti. L'impegno volontaristico, in relazione al sesso, vede una forte predominanza femminile (62.5% contro 37.5%). Le aree di intervento comprendono ai primi quattro posti (dal 74% al 31%) gli anziani (specie non autosufficienti), i poveri, i malati; troviamo successivamente (dal 23% al 16%) le coppie e le famiglie, gli handicappati psichici e gli immigrati; infine nell'ultimo gruppo (dal 14% al 4%) i minori, i giovani, le ragazze madri, i detenuti, la devianza ed i contesti a rischio. Tale distribuzione è facilmente comprensibile, tenendo conto delle attitudini e della psicologia degli anziani nonchè delle dimensioni qualitative e quantitative dei problemi di generazione(2).


L'INIZIATIVA
Volontari anziani in Europa
Un programma europeo sperimentale di scambio di volontari anziani è stato realizzato nel 2001 in otto Paesi europei (Gran Bretagna, Germania, Austria, Belgio, Francia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi). La fase di scambio ha avuto luogo in settembre/ottobre 2001: l'associazione di un paese ha inviato un volontario ad un'associazione analoga all'estero, accogliendo nel contempo un altro volontario; la durata del soggiorno è stata di due o quattro settimane. E' ora in corso la fase di valutazione e si attende il rapporto finale per la primavera del 2002. Gli otto Paesi partecipanti hanno scambiato 137 volontari con il concorso di 120 associazioni(3).


La ricetta del Regno Unito
Volontari anziani in Europa per trasformare i pensionati in preziose risorse
Nel Regno Unito sostenere le associazioni di solidarietà è considerato una scelta che paga e piace molto ai senior. Più di un terzo della popolazione fa volontariato con regolarità per almeno un giorno alla settimana e questo viene considerato quasi come andare al lavoro o prendersi cura dei figli, insomma la solidarietà è entrata nella cultura della Gran Bretagna. Nei momenti critici della carriera, cioè quando si cerca lavoro e quando si arriva alla pensione, si cerca nelle Charities un'importante ragione di vita. Il 30% delle persone fra i 55 e i 64 anni e il 45% di quelli con età compresa fra i 65 e i 74 anni si dedica agli altri.(4)


IL CORSO
Come diventare 'angeli' dei nonni
L'Assessorato alle Politiche Sociali e Promozione della Salute del Comune di Roma, in collaborazione con la Caritas Diocesana e il Centro di medicina dell'invecchiamento dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, promuovono un corso di formazione rivolto ai volontari del settore della terza età. La finalità del corso è quella di offrire ai partecipanti gli strumenti necessari ad acquisire una maggiore consapevolezza della realtà che vivono gli anziani, affinchè questi ultimi siano considerati non solo come soggetti bisognosi di assistenza, bensè come portatori di valori e risorse. Obiettivo ultimo del corso è " il miglioramento della qualità della vita di tutti, anche alla luce di un possibile legame sempre più stretto tra i volontari e le proprie realtà territoriali". Per informazioni: Caritas Diocesana di Roma, Settore Volontariato, Piazza San Giovanni in Laterano, tel. 06/69886112 (5).

SICUREZZA
Una casa su misura

Leggere un libro sul divano, guardare la Tv, passare ore in cucina a preparare manicaretti: avere più tempo libero significa anche questo, stare più tempo a casa in completo relax. Ma non sono tutte rose e fiori, se non si presta attenzione le quattro mura di casa possono trasformarsi da rifugio a nemico da cui difendersi. Sono più di 3 milioni, infatti, le persone che ogni anno vengono coinvolte in incidenti domestici e il 26% ha più di 65 anni. Le zone più pericolose sono la cucina (39,6%) e il soggiorno (12,9%) e le cause principali degli incidenti sono da attribuire alla presenza di dislivelli, pavimenti sconnessi o scivolosi, fornelli insicuri, impianti non a norma, arredi ingombranti e pericolosi. Dunque è importante tenere gli occhi aperti, anche quando ci si rilassa.

1 Tratto da Centro Maderna, marzo 2002
2 Tratto da Rivista del volontariato, settembre 2001
3 Tratto da Centro Maderna, 6 marzo 2002
4 Tratto da Club 3, anno XII n.4
5 Tratto da Agenzia Auser, 25 febbraio 2002






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