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STILI DI VITA
Star bene, non è mai troppo tardi


IL RAPPORTO
Terza età, seconda giovinezza
I nonni italiani hanno sempre maggior fiducia in se stessi e si prendono più cura del proprio benessere. E' quanto emerge dal 35esimo Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese presentato dalla Fondazione Censis. Una persona anziana su tre (il 32,2%), per esempio, afferma di non sentirsi insicuro in luoghi considerati pericolosi (quartieri malfamati o strade buie); la percentuale sale al 38,2% tra i maschi e tocca il 35% tra chi ha tra 70 e 79 anni. Inoltre, un anziano su cinque (20,8%) svolge attività sportive all'aperto, uno su dieci frequenta una palestra o una piscina, uno su quattro si prende qualche breve vacanza oltre a quella estiva; c'è poi un 13,6% che segue una dieta sotto controllo dello specialista, un 15% che fa ricorso a cure "alternative" e un 11,4% che, regolarmente o saltuariamente, si è concesso un periodo di soggiorno in qualche centro-benessere. Gli anziani, del resto, si confermano di grande aiuto nel contesto familiare e, quindi, sociale: oltre tre quarti (78%) di quelli che hanno nipoti se ne prende cura: non è un caso, insomma, se circa il 40% dei bambini fino a 13 anni è affidato ai propri nonni. Anche i rapporti con i figli risultano buoni e frequenti (il 38% degli anziani vive nello stesso quartiere o palazzo dei figli e l'86% pranza spesso o a volte con i suoi figli). A far sentire il peso degli anni e l'arrivo della vecchiaia non è tanto il pensionamento (indicato da poco più del 16% degli anziani) quanto la perdita dell'autosufficienza (62,7%) e la perdita del coniuge (36,7%). Spesso la famiglia ricambia: in caso di necessità il 64% degli anziani viene assistito da parenti e amici e il 51% dal coniuge(1).


IL PIANETA TERZA ETA' IN NUMERI(2);
Le abitudini
il 33% degli anziani mangia con i figli
il 40% degli uomini e il 22% delle donne ha il bancomat
la tv è l'elettrodomestico più amato
La famiglia
L'89% degli anziani ha almeno un figlio
il 17% abita nello stesso palazzo dei figli, il 21% nello stesso quartiere
Il rapporto con il corpo
il 28% dichiara di non rimpiangere la gioventù
il 24% degli anziani e l'11% delle anziane dichiara di fare jogging, trekking e footing
Le attività
Il 35% che ancora lavora vorrebbe andare in pensione al più presto
il 30% il più tardi possibile
il 15% vorrebbe più tempo libero da dedicare agli amici,
il 33% alla casa solo il 15% usa il computer
I Problemi
Il 16% pensa di annoiarsi dopo aver smesso di lavorare
Per l'8% restare soli a casa segna il passaggio da essere anziani a essere vecchi



ALIMENTAZIONE
La salute vien mangiando:
cosa mettere sulle tavole degli anziani

Mai abbassare la guardia, la giovinezza si mantiene anche con l'alimentazione. E' opportuno che lo tenga ben presente chi si occupa di anziani. Nella fascia d'età che va dai sessant'anni in su infatti è molto importante mantenere uno stretto controllo dell'alimentazione seguendo una dieta varia, che comprenda tutti i principi nutritivi. Per prima cosa occorre sfatare un mito: è vero che la ridotta attività fisica comporta un minor dispendio di energia ma questo non significa che l'anziano debba mangiare meno. Questo pregiudizio, spesso radicato negli anziani stessi, può portare a situazioni di malnutrizione, e relativi scompensi. Quindi, se è vero che non bisogna esagerare con calorie e piatti 'pesanti', è altrettanto vero che non bisogna far mancare i principi nutritivi necessari ad ogni età: proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali. Con una precauzione: con l'invecchiamento l'organismo diventa sempre meno capace di assimilare le sostanze nutritive (soprattutto vitamine e minerali) e l'eventuale utilizzo di farmaci può ridurre ulteriormente questo assorbimento. Ecco perchè non bisogna mai far mancare alimenti freschi e di qualità: carne, pesce, uova, frutta e verdura di stagione. Un discorso a parte merita il calcio visto che con il passare degli anni si ha una perdita fisiologica di questo minerale e per tenere sotto controllo l'osteoporosi occorre mettere in tavola gli alimenti che ne sono ricchi come latte, latticini ma anche i derivati della soia. Allora, cosa mettere sulle tavole degli anziani? Occorre ridurre l'apporto di grassi (specialmente quelli animali) limitando anche gli alimenti troppo elaborati e difficili da digerire, puntando piuttosto sui carboidrati, preferendo quelli complessi (pane, cereali) a quelli semplici (zucchero e dolci). E' bene dare ampio spazio a frutta e verdura senza dimenticare l'apporto di proteine nobili (carne bianca, pesce, uova). Il calcio deriverà dall'assunzione di latte e yogurt, meglio evitare i formaggi, troppo grassi. Per lo stesso motivo è bene evitare decisamente anche i salumi. Un recente studio ha evidenziato la pessima abitudine di consumare troppi cibi conservati a scapito di frutta e verdura fresca, con inevitabili conseguenze: mancanza di vitamine del gruppo B, vitamina C, acido folico ma anche di calcio, ferro e soprattutto zinco, sostanze indispensabili per una difesa efficace contro il tempo.


LO STUDIO
Anziani, ma pieni di desideri
Uno studio di "Ageing society" mostra un mondo degli "over 60" in cui la socialità e i rapporti umani sono al primo posto. Resta difficile l'approccio con le tecnologie, cellulare escluso. Voglia di affetto, di una vita sessuale normale; desiderio di socialità anche come antidoto alla solitudine; scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie. Sono alcuni punti di una "fotografia" del mondo degli anziani realizzata attraverso un sondaggio curato dall'Osservatorio sulla terza età della onlus "Ageing Society". Entro il 2030 il 50% della popolazione avra più di cinquanta anni. La ricerca racconta pensieri, abitudini, desideri e paure di questa fetta della popolazione, oltre dieci milioni di persone. Il questionario, coordinato dai sociologi Francesco Alberoni dell'Università di Milano e Giulio Salerno del Cnr, investiga la sfera affettiva e sessuale degli over 60, il rapporto con i figli ma anche quello con il sesso: le relazioni sociali, dalle amicizie all'impegno nel volontariato, il lavoro, la salute, il rapporto con i media e le tecnologie. A rimanere integra è soprattutto la vita affettiva e sessuale. Oltre l'80% vede sia i figli che gli amici frequentemente, oltre la metà si occupa abitualmente dei nipoti. Curiosi i dati sulla sessualità: sebbene oltre il 66% degli anziani rintraccia nella giovinezza l'ultimo innamoramento, quasi il 40% confessa rapporti sessuali frequenti mentre ne vorrebbe ancora di più il 65%. "Non stupisce" spiega la sessuologa Gianna Schelotto "che gli anziani, avendo abbandonato l'attenzione dal lavoro e dalla produzione, ricerchino una comunicazione intensa. E a differenza dei giovani il sesso è sentito come vero contatto con gli altri: più come comunicazione affettiva che come prestazione". Se nella sfera personale è forte il richiamo della Chiesa - frequentano un luogo di culto almeno una volta alla settimana oltre il 50% degli anziani - questa sembra poco presente nella vita sociale dell'anziano: le attività parrocchiali occupano il tempo di pochissimi anziani e solo l'11% riconosce in queste un sollievo alla propria solitudine, di cui si occupa invece più proficuamente l'associazionismo. Se quasi il 20% degli intervistati segue i corsi delle Università della Terza Età, ben il 69% frequenta i centri anziani. Conferma questa vitalità sociale anche il dato sul volontariato sociale, prescelto dal 64% degli intervistati. Anche in questo senso i dati più curiosi sono quelli relativi al lavoro: benchè oltre il 72% degli intervistati sia pensionato da più di cinque anni e con una certa soddisfazione, la grande parte rimpiange il lavoro e quasi il 52% dichiara che tornerebbe a lavorare. "E' la conferma che è sbagliato andare in pensione presto, o ritirarsi dalla vita attiva" commenta Francesco Alberoni "il sondaggio evidenza come tra i 60 e i 70 anni si sia ancora pieni di vita". Il questionario punta il dito contro la struttura sanitaria. Il 78% dichiara che nell'ultimo anno non ha mai ricevuto una visita a domicilio. Se Maometto non va alla montagna è però la montagna ad andare da Maometto: e il 50% degli anziani confessa di recarsi dal medico una volta al mese. L'alimentazione e l'attività fisica sono ritenute dall'Osservatorio le uniche strategie contro l'invecchiamento. Poco vitali invece i rapporti con le tecnologie, l'unico a salvarsi è il cellulare usato però da poco meno della metà unicamente in maniera passiva, per essere rintracciato. Quanto al computer solo il 7,4 sa usarlo, e oltre il 62% non dimostra alcun interesse ad imparare(3).
IL CASO
Arriva l'MTV degli over 60
Nella società che invecchia, largo agli anziani: è nata in Francia Tele Melody, tv musicale a pagamento dedicata alla terza età. Ed è solo l'inizio, perchè se la Mtv senior funzionerˆ, arriveranno altri due canali per anziani, uno di feuilleton rosa, l'altro di soli giochi. La strategia di Bruno Leclus, il presidente di Tele Senior - piattaforma di tv a pagamento dedicata agli over 60, al proposito, è molto chiara: ''La popolazione di ultrasessantenni, che oggi ha raggiunto i 20 milioni di persone in Francia, sfiorerà i 35 milioni nel 2050''. Invece di rincorrere i giovani, i manager tv si rivolgono così" al pubblico più attento e affezionato, quello degli anziani appunto. Nei palinsesti a fare la parte del leone ci saranno le gloriose chansons francesi, i successi di Claude Francois e Georges Brassens, di Franck Michael e Richard Clayderman, ma anche la colonna sonora degli anni ye'-ye', le musiche associate alle minigonne e ai capelloni. L'appuntamento fisso della sera su Tele Melody si intitolerà la Grande Soiree Speciale Karaoke, con pubblico di terza età a cantare in coro sulle basi degli anni che furono. Poi, per ingannare il tempo, magari anche di pomeriggio, la trasmissione-guida sarà Tè danzante, fra balera e revival delle vecchie ''guinguette'', le suggestive trattorie di campagna dove si balla al suono della fisarmonica. Concerti, concorsi di ballo e televendite completeranno le giornate televisive degli over 60 abbonati al nuovo canale, diffuso anche in digitale su Canal Satellite(4).



IL QUESTIONARIO
Quando la coppia non scoppia
Si giurano amore eterno gli anziani intervistati dall'Istituto di ricerche sulla popolazione (IRP)(5); del consiglio nazionale delle ricerche. Quasi il 73% degli intervistati - su un campione di 4300 anziani di età compresa fra i 60 e i 74 anni - vive con il coniuge e considera il matrimonio come centro della vita di relazione. Solo il 5% non si è sposato e appena il 2% è separato o divorziato. Il 21% una volta libero dal lavoro si dichiara felice di poter dedicare più tempo al partner, il 40% va in vacanza con il coniuge. Oltre il 33% degli uomini confessa di essere diventato più attivo nei lavori domestici dopo la pensione e addirittura l'82% condivide il concetto di parità tra moglie e marito.



Nuora & suocera, mito da sfatare
Un'inchiesta sociologica francese ha analizzato la relazione tra nuore e suoceri, un legame spesso conflittuale e fonte di caricature e di satira. Condotta su un gruppo di 90 donne, l'inchiesta ha rivelato la crescente importanza di questa relazione nell'organizzazione della vita familiare. Considerato l'aumento della speranza di vita, il rapporto tra nuore e suoceri è destinato a durare sempre più a lungo(6).



IL CONSIGLIO
Quattro 'trucchi' per fermare il tempo
Ecco alcuni consigli che gli esperti danno agli anziani per aiutarli a non sentire il peso degli anni che passano: 1-Dormire almeno sette ore per notte. Durante il sonno la ghiandola pineale produce infatti la melatonina, sostanza che sembra in grado di rallentare gli effetti nocivi dei radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento. 2-Non sentirsi vecchi, non diventare abitudinari e concedersi ogni tanto gesti da giovani come andare qualche giorno in campeggio, in una trattoria, o addirittura a un concerto. 3-Non rinunciare al sesso, il desiderio non cala con l'età. 4-Tenere in allenamento non solo il fisico, ma anche il cervello.



Niente figli? Ahi, ahi, ahi
Secondo "Journal of Gerontology: Social Sciences" l'accrescimento rapido del numero di persone anziane che non hanno avuto figli solleva interrogativi sugli effetti negativi dell'assenza di discendenza sul loro benessere psicologico. La domanda si inscrive nella linea di ricerca che esamina gli effetti dell'assenza di discendenza su due aspetti importanti del benessere psicologico delle persone anziane: la solitudine e la depressione(7).



L'INDAGINE
Anziani, sempre meno vecchi

Hanno buoni redditi e vivono la vita che desiderano, ecco la fotografia degli over 65 scattata da Astra Demoskopea. I 10,4 milioni di ultrasessantacinquenni italiani sono il 18,9% dell'intera popolazione, fra loro il 74% ha un discreto o buon livello di reddito e di consumi, il 63% dichiara di vivere la vita che desidera, il 71% di dare un senso alla propria esistenza, mentre l'84% è autonomo e autosufficiente. Solo il 23% dichiara di non avere rapporti interpersonali. La ricerca evidenzia sei tipologie di anziani, suddivise inoltre per fasce d'età (dai 65 anni ai 76, e dai 77 in poi).
I disperati poveri. Sono circa il 7% degli anziani che vivono una condizione di miseria materiale e di solitudine, in prevalenza uomini e residenti nelle grandi città e al sud.
Gli austeri marginali. Per lo più donne (spesso vedove), hanno redditi bassi, poca propensione allo svago ma forte sentimento religioso e attaccamento alle tradizioni.
I ritirati sereni.Rappresentano il 35% del totale degli anziani italiani (29% fra i 65 e i 76 anni, il 44% oltre). In maggioranza donne, caratterizzati da bisogni modesti, in linea con le loro capacità di consumo.
I tardo-adulti attivi. Sono il 28% degli anziani, mantengono un elevato livello di attività professionale (almeno fino a 72 anni) e si possono permette livelli di consumo e risparmio significativi. Il tempo libero lo trascorrono in coppia, con parenti e amici.
I benestanti giovanilisti. Questa tipologia di anziani, pari all'8% del totale ha un livello di reddito e consumi molto elevati, usa la tecnologia e si tiene informata. Fortemente individualista, rifiuta l'invecchiamento e non manca di spendere molto per l'aspetto estetico, comprese vacanze e svaghi.
I benestanti infelici. Sono pochi, non più del 3%, percepiscono redditi elevati ma rivelano di essere senza amicizie vere e interessi personali(8).

LA CURIOSITA'
Così l'età addolcisce il carattere
In barba al luogo comune che vorrebbe gli anziani brontoloni e introversi, una ricerca condotta dalla dottoressa Constance Jones della California State University di Fresno ha messo in luce che esiste un progressivo miglioramento della salute psicologica man mano che si procede con l'età. Il fenomeno interessa entrambi i sessi ed è molto importante, nel predire il livello di stabilità psicologica raggiungibile nell'età matura, la condizione di salute mentale acquisita nell'adolescenza: i ragazzi più equilibrati saranno gli anziani più saggi. Lo studio(9) è stato effettuato su un campione di 236 individui rispetto ai quali erano a disposizione dati sulle condizioni psicologiche già a partire dalla fine degli anni '20. Il monitoraggio dello 'sviluppo' di 73 diversi aspetti della personalità ha messo in luce uno spostamento verso il maggior equilibrio: l'impulsività e l'aggressività tendono ad attenuarsi con il passare degli anni, aumenta la pazienza verso gli altri e l'indipendenza del giudizio così come la capacità di discernimento. Ad una conclusione analoga è arrivato un altro studio condotto, sempre in California, dalla Stanford University. L'indagine era mirata a conoscere la visione della vita di un gruppo di anziani messi a confronto con uno di giovani. Risultato: sia i giovani che gli anziani vivevano alti e bassi, ma mentre i primi tendevano a crogiolarsi nella tristezza, i secondi si riscattavano dalle emozioni negative in breve tempo. Il motivo? "Con l'avanzare dell'età - spiega Laura Carstensen, responsabile dell'indagine(10) - si percepisce la fragilità della vita e quindi quanto sia preziosa".


7 consigli da dare a chi vuole conservare una mente brillante
1) Non cadete nel trabocchetto di credere che il declino menta le sia inevitabile
2) Non tiratevi indietro se c'è qualcosa di nuovo da imparare
3) Impegnatevi in compiti per i quali è importante l'esperienza
4) Cercate di impegnarvi in qualcosa che sfidi le vostre abilità mentali
5) Mantenetevi in forma fisicamente
6) Seguite una dieta bilanciata
7) Rimanete in contatto con le altre persone(11)



STARE IN FORMA
Lo sport allunga la vita

Tenere il corpo in esercizio allunga la vita, l'attività fisica è più importante in età avanzata che nella giovinezza. A confermarlo una nota ufficiale del General Surgeon americano (una sorta di direttore generale della Sanità) dove si afferma che la sedentarietà è dannosa per la salute, soprattutto in riferimento a quelle persone che si sentono anziane e non credono che si possa passare dalla poltrona della Tv all'esercizio fisico. Ecco i punti messi in evidenza dal General Surgeon: - l'addestramento alla resistenza con macchine non accentua il dolore articolare e i rischi di complicazione sono bassi; - l'esercizio fisico regolare riduce la perdita progressiva di massa muscolare e produce una perdita di grassi; - i guadagni in tono e forze muscolari ottenibili con l'esercizio migliorano l'equilibrio, sono un mezzo di prevenzione delle cadute e consentono di camminare a passo svelto; - l'anziano sedentario va facilmente incontro alla depressione; - muoversi in qualche modo per almeno trenta minuti al giorno; - adottare tecniche di riscaldamento e raffreddamento(12).

1 Agenzia Ansa, 7 dicembre 2001
2 Fonte: Centro nazionale per le ricerche (Cnr)
3 di Carlotta Mismetti Capua, tratto da Repubblica.it, 11 febbraio 2002
4 Tratto da ilnuovo.it, 19 novembre 2001
5 La versione integrale della ricerca è disponibile in Pdf sul sito www.irp.rm.cnr.it
6 Newsletter Centro Maderna, 30 gennaio 2002
7 Newsletter Centro Cederna, 30 gennaio 2002
8 Tratto da Italia Oggi, 19 aprile 2001
9 La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Psychology and Aging
10 Pubblicata sulla rivista Journal of Personality and social Psychology
11 Tratto dalla rivista American Psychological Association
12 Tratto da 50&Più anno XXIV, n. 2, febbraio 2002




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